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Jan Kounen
Blueberry

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Trilogia sciamanica spirituale: primo tomo.

Sono un tipo che si gode un bel film? No, non direi proprio, staccare la spina per un po' di tempo immergendo "l'anima" della mia visione personale entro il perimetro rettangolare della tele, limitando ai minimi termini un giudizio critico "obbiettivo" non sono qualità che mi appartengono. Lo so. E chi se-ne-impippa pensandoci su mi viene da aggiungere, in fondo in molte circostanze si tratta solo di finzione. Di storie inventate, che hanno l'obbligo perentorio di far riflettere, divertire, commuovere, sognare, arrabbiare, etc, santo cielo! Questo concetto deve rivelarsi sacrosanto altrimenti di cosa stiamo parlando ragazzi!

Le visioni tantriche spirituali e ciò che vogliono rappresentare suscitano in me grande interesse da un po' di tempo, chissà poi perchè. Ne avrà la più sincera consapevolezza il protagonista Mike Blueberry invece, (Hugh O' Conor/Vincent Cassel), in questo allucinato western tutto da scoprire. Adoro lo sterminato panorama che il Gran Canyon può offrire, i colori sbiaditi dei vecchi films degli anni sessanta, le nuvole bianche "incastonate" all'interno di un cielo estivo che sorveglia un deserto popolato da cactus e serpenti velenosi. Blueberry è solo un ragazzo irrispettoso punito dalla famiglia e costretto a trasferirsi nel ranch dello zio nella città di Palomito...

Mea culpa, mea culpa accidentaccio, non ho prestato molta attenzione le prime volte. Sono stato ingannato dal sottotitolo iniziale: liberamente tratto dalla serie a fumetti "Blueberry". Dove sta scritto poi che una qualsiasi opera letteraria deve in ogni modo essere innalzata allo stato maximum? Il film del regista francese Jan Kounen, visivamente parlando non è un'opera iconoclasta. Questa creatura bizzarra è in grado di scalzare, ma senza esagerare, quei parametri mainstream molto cari al cinema moderno, mostrandoci un credo religioso ed un significato ultimo non convenzionali ma astratti. Infatti che io ricordo, al momento, non ho mai visto un western di questo genere, almeno per ciò che concerne certe soluzioni stilistiche. Quindi sento il desiderio irrefrenabile di difenderlo a spada tratta, visto anche le molte stroncature immeritate.

I saggi dicono che l'adolescenza costituisce il percorso individuale dell'uomo più delicato, cosa vera e giusta. Nel frattempo il nostro eroe si è fatto sceriffo ma non riesce a dimenticare, dimenticare quella sbandata amorosa per Madeleine... brutte cose sono accadute in quel bordello, la camera da letto prendeva fuoco, il forte senso di colpa ricorrente... il demone impersonificato del ranger Wollace (Michael Madsen). Blueberry ci pensa ogni giorno... cosa cerca Wollace nelle Montagne Sacre? Nel territorio dei chiricahua, dell'oro? Anche il ricco proprietario terriero Sullivan (Geoffrey Lewis), vuole l'oro delle Montagne... beh, posso affermare con certezza che analizzando il film dal punto di vista storico dubito riscontreremo verità documentaristiche della cultura dei nativi americani. I chiricahua di fatto però non sono estranei alla pratica religiosa dell'iniziazione. È chiaro ormai a molti che tramite una "pozione" contenente svariate erbe scelte con cura dallo Sciamano, in questo caso l'Ayahuasca appunto, sia possibile raggiungere il Grande Spirito.

Ogni Sciamano esperto deve ricercare quella "luce", quelle verità che non è concesso individuare ad altri, ci vuole roba psichedelica da ingerire o inalare per acquisire tali poteri ma non basta; la conoscenza della natura che ci circonda deve essere ampia, abbinata alla misericordia più caritatevole. Solo con queste doti possiamo ritenerci degni di tale nome. Un giovane bianco ferito e smarrito va aiutato, va "iniziato", non importa se ha violato i sacri confini indiani, Blueberry affascinato ma impaurito allo stesso tempo rispetta la cultura indiana. Runi (Temeura Morrison) il giovane Sciamano è suo amico, la sua guida spirituale. Poi il film girato per buona parte della durata in Messico offre degli scenari paesaggistici originari mozzafiato, senza dubbio il miglior pregio dell'ambizioso lavoro del regista europeo.

Gli scagnozzi di Sullivan sono partiti verso montagne d'oro, capitanati dal turpe geologo Prosit (Eddie Izzard) e dal bracciante Woodhead (Djimon Hounsou). Inevitabilmente dovranno fare i conti con Wollace, lui non vuole spartire la "conoscenza" con nessuno ovvio, ma Blueberry? L'amore della vendicativa Maria (Juliette Lewis) la vera figlia di Sullivan riuscirà ha salvarlo? Sono giunto alla conclusione che il messaggio chiave che il regista ci offre sia radicato dentro di noi: conosci te stesso figliolo, per conoscere gli altri e trovare la pace interiore, l'esperienza segreta... - questi sono concetti filosofici superiori e io sono commosso... Cavolo mi sta scoppiando la testa però, vedo un po' cosa posso trovare ah, ecco questa può andare... una pasticchina di Ayahuasca aaah aaah aaah! -

Ordunque è lecito affermare che mi son dovuto ricredere, perchè questo filmozzo non è niente male perbacco, ma perchè no! anche maremma m****a!

Voto:3/5 (soggettivissimo).

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Commenti (Due)

IlConte
IlConte
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Un film dove ci sono la Lewis e Madsen per i miei gusti è (quasi) sempre da vedere.


Vituperio
Vituperio
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Modifica alla recensione: «Correzioni. ». Vedi la vecchia versione Blueberry - Jan Kounen - recensione Versione 1


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