Siamo nel 2001 quando il giovanissimo e carismatico TOBIAS SAMMET, cantante e song-writer dei finlandesissimi EDGUY, dà vita al suo solo-project AVANTASIA, un concept album di stampo power-speed-melodic metal dallo stile immancabilmente sinfonico ed epicheggiante. THE METAL OPERA è una storia fantasy provvista di vari personaggi (tutti interpretati da cantanti diversi), frutto di una pazzesca unione di alcuni geni del power, ognuno dei quali ha cercato di dare una propria personale impronta alla sua esibizione, fornendo in tal modo un grande contributo all'esito finale dell'album. A maneggiare gli strumenti tra l'altro troviamo artisti del calibro di HENJO RICHTER dei Gamma Ray (chitarra), MARKUS GROSSKOPFT degli Helloween (basso) e ALEX HOLZWART dei Rapsody (batteria).
Il cd comincia con "Prelude", un'opener orchestrale che crea da subito l'atmosfera e che sfocia nelle chitarre accattivanti di "Reach Out For The Light", song farcita di doppie casse e bellissimi cori che ci accompagneranno per tutto il resto dell'album, con un ritornello orecchiabile affidato alla voce limpida e distesa di MICHAEL KISKE, (ex Helloween) che per l'occasione è tornato contro ogni previsione a cantare metal. "Serpents In Paradise" è un pò monotona e scontata ma si rifà con l'entrata in scena di DEVID DEFEIS (Virgin Steel). Subito dopo l'angosciante "Malleus Maleficarum" arriva "Breaking Away": molto avvincente, un pò troppo stile Edguy (inevitabile dal momento che l'unico autore di tutte le musiche e i testi è Tobias), ma convince. Si apre con flauti melodiosi la epic-ballad "Farewell", una parte della quale è eseguita da SHARON DEN ADEL (Within Temptation) che col suo timbro delicato e soave rende la canzone ancora più mielata. La splendida "The Glory Of Rome", in cui il basso e le chitarre si rivaleggiano con maestria, inizia con un attacco energetico che pian piano rallenta, per poi esplodere di nuovo in un ritornello potentissimo dominato dai chorus. "In Nomine Patris" è uno stacco strumentale che spalanca le porte alla track "Avantasia", una mid-tempo scorrevole e trascinantissima; mentre la serena "New Dimension" fa da intro ad "Inside", altra dolcissima ballad pianistica decorata dall'intervento di ANDRE MATOS (Angra). La successiva "Sign Of The Cross" alterna in continuazione tempi diversi ed è impreziosia da un pezzo alla Gamma Ray firmato KAI HANSEN.
Chiude il capitolo "The Tower", canzonona di oltre 9 min. avviata da un assolo di piano molto vellutato che trabocca in un'eslosione di voci; infine possiamo godere di una breve interpretazione di TIMO TOLKKI (Stratovarius) e gustarci la chiusura.
Ciò che troverete in questo project insomma non sono unicamente i soliti assoli power: sono storie affascinanti, situazioni surreali, avventure eroiche e commoventi, nani ed elfi e musiche travolgenti che non mancheranno mai di farvi sobbalzare il cuore. Un album indubbiamente impeccabile a livello strumentale, che poteva avvalersi di qualche elemento di originalità in più nel sound, ma che merita comunque un buon voto soprattutto per l'impegno e la fantasia messeci da Sammet per realizzarlo. Una metal opera imperdibile per gli amanti del genere!