La Svezia è un posto bellissimo, divisa a metà tra neve e rock’n’roll. Nei locali si respira musica, nei negozi l’odore dei vinili è caldo, quasi a volerci tenere dentro, evitando il freddo che dà una cornice magica. E proprio qui la storia dei Backyard Babies continua, lontana otto anni dall’esordio strepitoso (“Total 13”), ma neanche troppo distante da idee ed intenti. Si potrebbe dire che sono cresciuti, i più maligni potrebbero insinuare a qualche eccesso di maniera, ma (“People Like People Like People Like Us”) è veramente un bel disco. Dall’intro omonimo con il suo ritornello semplice ed efficace, al blues veloce che ammicca agli AC/DC (“Cockblocker Blues”), sempre passando attraverso ai riff infuocati del Glam-Man più cool degli ultimi anni, Mr. Dregen.
C’è tutto un mondo musicale in questi ragazzi, che si nutrono della semplicità del punk dei Ramones, passando per il glam tamarro dei Motley Crue, fino all’attuale scena degli amici Hellacopters (il disco è infatti prodotto da Nicke Andersson). La bellezza è tutta qui, in un rock che segue il cuore e il sudore, capace di farci muovere il corpo e farci vibrare sottopelle. Troppo facile ad esempio liquidare (“Roads”) come la ballata del disco; questo è il classico brano che nessun metallaro convinto vorrebbe mai sentire suonare sul suo piatto, ma si troverà un giorno a percorrere strade deserte, guardare dal finestrino ed essere invaso da bellissimi ricordi. Con la neve fuori e il rock sempre a scaldarci il cuore.