Copertina di Balaclavas Roman Holiday
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Per appassionati di musica sperimentale, post-punk, industrial e sonorità elettroniche alternative
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LA RECENSIONE

La claustrofobia di Metal Boxe dei PIL innanzitutto, il caracollare di Poptones; sentore di Can, di Pere Ubu (uh!), Killing Joke, speziature di Nine Inch Nails. La batteria di Stephen Morris acquistata su ebay. The Damage Manual, the first great band of the 21st Century... Jah Wobble, Martin Atkins, Geordie Walker, Chris Connelly...?

No, i Balaclavas, con uno strabico telescopio puntato da Houston su Roma, sulle Idi di Marzo e non sulla Vacanza Romana, dei quali I Tunes legge il genere as Experimental.

Sette tracce (più un remix di Vuitton trascurabile che fa tanto Fodderstompf) che hanno il pregio della sintesi (ci si sbriga in 35’20”) e di arrangiamenti curati, tra riververi calibrati (roba fine in “Night Worship”, il sax prelevato da Twin Peaks) e accenni dub, tracciano una sottile linea oscura intrigante e invitante.

Piaceranno a Lansdale? Sicuramente a Miss KosmoGabri, i miei omaggi, vista la frequenza degli ascolti.

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Riassunto del Bot

Roman Holiday dei Balaclavas è un album che combina influenze metalliche e post-punk con sonorità elettroniche e dub. Le sette tracce offrono arrangiamenti raffinati e una sintesi sonora efficace, creando un'atmosfera oscura e intrigante. La recensione sottolinea la capacità del gruppo di muoversi tra riferimenti a band leggendarie e una propria identità sperimentale.

Tracce video

01   Roman Holiday (04:12)

02   True Believers (04:09)

03   Vuitton (03:21)

04   Up the Newel (03:46)

05   Night Worship (04:40)

06   Nine Livers (02:44)

07   V2D2 (04:11)

08   Vuitton Twisted Wires Mix (08:14)

Balaclavas


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