Copertina di Bert Jansch Jack Orion
Night87

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Per appassionati di musica folk, amanti della chitarra acustica, cultori delle ballate tradizionali e chi cerca capolavori storici del folk inglese.
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LA RECENSIONE

Nessuno dovrebbe negarsi la possibilità di incontrare la chitarra acustica di Bert Jansch, indubbiamente uno dei più grandi interpreti e personaggi del folk d'oltremanica. Oltre alle stupende opere con i Pentangle colui che venne definito da Neil Young il "Jimi Hendrix della chitarra acustica" ci ha regalato spesso e volentieri dei deliziosi lavori solisti.

"Jack Orion" del 1966 è un disco dal repertorio quasi interamente costituito da tradizionali (esclusa la firma di Ewan MacColl su un pezzo di elevata tensione strumentale, "The First Time Ever I Saw Your Face") rivisitati splendidamente da un artista in stato di grazia capace di restituirci in modo limpido e incredibilmente immediato una miscela di arrangiamenti, suoni e fantastiche tecniche fingerpicking che lambiscono il jazz nel suo significato più ampio ed evocativo. Accompagnato dalla chitarra di John Renbourn in 4 brani e sostituito da quest'ultimo nella iniziale "The Waggoner's Lad" in cui egli stesso riesce a donare un tocco di maestria al banjo (così come nel brano "900 Miles" presente in "It Don't Bother Me", ottimo disco immediatamente precedente a questo), Jansch costruisce l'intero lavoro intorno alla epica e dilatata rivisitazione della vicenda d'amore e tradimento della title-track, variante della "Child Ballad 67 Glasgerion" e brano simbolo per una generazione di folksinger coevi e posteriori così come la celebre "Black Water Side" da cui prenderà spunto Jimmy Page per "Black Mountain Side" e la nervosa "Nottamun Town", canzone molto popolare nei Monti Appalachi la cui melodia originaria è alla base della "Masters Of War" di dylaniana memoria.

Disco consigliatissimo a tutti coloro che apprezzano pienamente il flusso costante e positivo di sensazioni che questi dischi ci possono regalare.

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Riassunto del Bot

Jack Orion di Bert Jansch è un album folk acustico del 1966, caratterizzato da arrangiamenti raffinati e tecniche fingerpicking che toccano anche il jazz. Con la collaborazione di John Renbourn, il disco ripropone ballate tradizionali con grandissima maestria, rendendolo un'opera imprescindibile per gli amanti del folk. La title-track epica e i brani simbolici come 'Black Water Side' sottolineano l'importanza storica del lavoro.

Bert Jansch & John Renbourn

Duo formato dai chitarristi folk Bert Jansch (Scottish) e John Renbourn (English), entrambi noti per le loro carriere soliste e per essere co-fondatori del gruppo Pentangle.
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