Copertina di Between the Buried and Me The Blue Nowhere
AxGx

• Voto:

Per fan del metal progressivo, ascoltatori storici e nuovi della band, appassionati di fusione metal/prog e ricercatori di novità nel panorama musicale 2025.
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LA RECENSIONE

I Between the Buried and Me sono una delle band più note ed innovative all’interno del panorama metal contemporaneo, hanno saputo evolversi nello stile musicale senza mai arrivare allo stallo e senza perdere la loro notorietà; The Blue Nowhere, il loro ultimo album uscito il 12 settembre 2025, è di fatto il loro undicesimo lavoro, sarà in grado di reggere il tiro con il resto della loro discografia? Inizialmente noti come gruppo technical death metal dalle aspirazioni prog, nel corso degli anni hanno incorporato in maniera sempre maggiore elementi metalcore e rock progressivo; se Colors del 2007 è un album di transizione verso il loro nuovo corso discografico, Coma Ecliptic del 2015 può essere considerato come l’album dove queste nuove sonorità culminano nella loro completezza. Gli album successivi, fino al precedente Colors II, hanno segnato un parziale ritorno alle origini, senza rinnegare la loro evoluzione musicale, ed è proprio con questo criterio che The Blue Nowhere ha preso forma. Il disco si apre con "Things We Tell Ourselves in the Dark", un ritmo funky super-trascinante in apertura mette subito in chiaro le cose: i BTBAM non hanno più bisogno di dimostrare niente a nessuno, loro suonano ciò che nasce dalle loro libere ispirazioni, senza preoccuparsi di mantenere una linea definita di genere. Nel brano si alternano appunto elementi funk, voci pulite di Thomas Gilles che puntualmente diventano un growl pesante in alcune sezioni del brano, riff di chitarra sincopati e una sezione di batteria da parte di Blake Richardson che risulta riconoscibile già dai primi secondi. In questo album, tuttavia, abbiamo la mancanza del chitarrista Dustie Waring, che ha lasciato la band dopo le sessioni del precedente Colors II, questo The Blue Nowhere pertanto è il primo album della band statunitense senza la sua presenza dai tempi di The Silent Circus (2003). Le parti di chitarra qui sono interamente eseguite e sovraincise dal chitarrista Paul Waggoner, accompagnato nei vari tour dal turnista Tristan Auman; questa mancanza è tuttavia compensata dall’enorme creatività di Waggoner, che con il successivo brano “God Terror” riporta la band a sonorità più dure e compatte. "Absent Thereafter", terza traccia del disco, è stata scelta come primo singolo per la promozione del suddetto album; è un brano di oltre 10 minuti dove la tecnica arriva a collimare perfettamente con l’aggressività musicale, senza disdegnare bridge melodici e momenti autocitazionali dalla loro discografia passata. Questi 10 minuti scorrono via senza quasi accorgersene, infatti sebbene la durata poco convenzionale, si rivela vincente la scelta di utilizzare questo pezzo come singolo promozionale. Come in ogni album di stampo prog, genere dal quale ormai la band fa del proprio riferimento principale, non mancano intermezzi che servono da prologo e filo conduttore ai brani “principali” dell’opera, “Pause” e “Mirador Uncoil” hanno infatti questa funzione, dove chitarre acustiche e tastiere caratterizzano il muro del suono, rimandando inevitabilmente al periodo di Coma Ecliptic. I momenti più duri li troviamo invece in “Door #3” e "Psychomanteum", capaci di attirare nuovamente a se i fan della band della prima ora che non hanno apprezzato il cambio di rotta attuato negli ultimi 15 anni; abbiamo infatti un technical death metal molto ben strutturato e compatto. Arrivando verso la fine di questo undicesimo album, le tre tracce conclusive si aprono alla melodia ed al prog di stampo più classico, culminando nella suite “Slow Paranoia”, nella ballad “The Blue Nowhere”, che da il titolo all’album, e nella traccia conclusiva “Beautifully Human”. Sulla traccia “The Blue Nowhere”, così come nella traccia conclusiva si possono notare influenze da band storiche del metal progressive, Dream Theater sopra tutti, band che soprattutto per quanto riguarda certi assoli di chitarra, è stata sicuramente un’influenza per il gruppo. Se anche ad un primo ascolto l’album ci sembra poco omogeneo (cosa che forse in fondo è parzialmente vera), capiamo subito come in realtà, anche se non si tratta di un concept album come i precedenti lavori, i testi hanno un filo conduttore basato sulla riflessione sulla vita e sul posto da attribuire a noi stessi nel mondo; possiamo affermare pertanto come la struttura strumentale dei vari brani contenuti in questo album segua di pari passo il concetto che sta dietro a questa narrazione. Per i fan più assidui dei Between The Buried And Me probabilmente questo album è un po’ troppo autocitazionale, seppur di grande livello; personalmente ritengo questo lavoro leggermente inferiore al capolavoro precedente Colors II o ai grandiosi The Parallax, ma se qualche persona vuole approcciarsi la prima volta a questa band nell’integrità della loro evoluzione musicale, questo è l’album perfetto dal quale iniziare. Così come Coma Ecliptic a suo tempo aveva diviso i fan, dal momento in cui questo album si può considerare come il suo seguito spirituale, mi aspetto che una parte di ascoltatori abbia lo stesso sentimento nei confronti di questa opera, ma sicuramente questa che abbiamo davanti è una delle migliori uscite del panorama metal del 2025.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l’undicesimo album dei Between the Buried and Me, The Blue Nowhere, sottolineandone l’evoluzione stilistica e la fusione di influenze prog, metalcore e tecnico. Pur segnalando qualche autocitazionismo, il disco viene giudicato come un ottimo punto d’ingresso per nuovi ascoltatori e un’importante uscita nel panorama metal 2025.

Tracce

01   Things We Tell Ourselves In The Dark (00:00)

02   God Terror (00:00)

03   Absent Thereafter (00:00)

04   Pause (00:00)

05   Door #3 (00:00)

06   Mirador Uncoil (00:00)

07   Psychomanteum (00:00)

08   Slow Paranoia (00:00)

09   Beautifully Human (00:00)

10   The Blue Nowhere (00:00)

Between the Buried and Me

Between the Buried and Me è un gruppo statunitense formatosi nel 2000 a Raleigh, North Carolina. Conosciuti per la fusione di progressive metal, death/metalcore e passaggi sperimentali, hanno pubblicato album di riferimento come Colors, The Great Misdirect e Coma Ecliptic, oltre al dittico Automata.
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