Copertina di Blackmore's Night Live @Teatro Smeraldo (Milano) - 25-10-2003
gbrunoro

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Per appassionati di musica rock classica, fan di ritchie blackmore, amanti dei concerti dal vivo, cultori di musica rinascimentale e folk rock
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LA RECENSIONE

Ritchie Blackmore è Dio.

Questa è l'unica conclusione a cui si può giungere dopo averlo sentito suonare dal vivo. Ascoltare i cd dei Blackmore's Night non mi ha mai entusiasmato più di tanto, e mi ero presentato al Teatro Smeraldo per un puro atto di fede: sorbirmi due ore di pallosissima musica rinascimentale nella speranza di ascoltare qualcosa dal vago bagliore porpora. Niente di più lontano da quello che poi è successo allo Smeraldo: quel vecchio pazzo con la parrucca ha dimostrato così tanta classe, genio e fantasia da stordire completamente tutti i presenti. Cazzo come ha suonato! Sentire di nuovo Ritchie dal vivo (l'ultima volta era stato nel lontano 1993, Forlì) è stato a dir poco eccezionale, un'esperienza estetica assoluta. Sono passati gli anni, se ne sono viste e sentite di tutti i colori ma non ci sono cazzi, Ritchie resta il numero uno. Punto. Con quel pezzo di legno tra le mani riesce a comunicare emozioni che quasi non credevo di conoscere. Mi sento quasi un pirla a scrivere queste banalità, però la cosa è un dato di fatto. Il concerto è stato veramente intenso (devo anche rivalutare Candice Night, che alla fine sa cantare e sul palco non sfigura), con le chitarre acustiche di Ritchie protagoniste assolute del palcoscenico. Inutile dire però che quando Ritchie ha preso in mano la sua Fender è saltato in aria il teatro. C'è poco da fare però, anche se la sua classe immensa si è sentita per tutto il concerto, quando ha fatto urlare la sua Strato mi è venuta la pelle d'oca (e non solo a me, visto la reazione delirante del pubblico in sala). L'unica cosa che mi ha fatto incazzare è stata sapere che a Dolo due giorni prima a fine concerto Ritchie si era lanciato in un medley porpora, con tanto di "Sunhine Of Your Love" dei Cream. . . cazzo mai che queste cose succedano quando ci sono io! Comunque mi è bastato godere con "16th Century Greensleeves" e "Self Portrait" (non avrei mai pensato che l'avrebbe ripescata. . . che libidine!), tutte e due dal primo smisurato capolavoro degli Rainbow. Mi ha un po' deluso Soldier of Fortune, ma non certo per colpa di Ritchie: mi dispiace per la sua bella cantantessa ma quella canzone è modellata per la voce di Coverdale e sentirla cantare da una voce così "diversa" può sembrare quasi un atto blasfemo. Alla fine comunque pensare che Blackmore non voglia più suonare elettrico è una vera e propria disgrazia, non oso pensare a tutto quello che ci siamo persi in questi anni. Con la chitarra ascustica tra le mani riesce a stupire con meraviglie incredibili (e vorrei anche vedere), ma con quella Fender fracassona tra le mani è proprio tutta un'altra musica.

P. S. Particolare interessante: il nostro Man in Black si è anche permesso di mollare una scoreggia in un momento di silenzio assoluto, scatenando l'ilarità della sala e del resto della band. Ma che volete farci, a noi poveri dementi è piaciuta pure quella: mai sentita una renza così musicale in vita mia!

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la straordinaria performance live di Ritchie Blackmore al Teatro Smeraldo di Milano nel 2003 con la sua band Blackmore's Night. Nonostante un iniziale scetticismo verso la musica rinascimentale, l'autore è rimasto affascinato dalla maestria e dalla carica emotiva di Blackmore, sia con la chitarra acustica sia con la Fender elettrica. Viene esaltata anche la presenza scenica di Candice Night, pur con qualche riserva su alcune scelte vocali. L’esperienza viene definita unica e indimenticabile.

Blackmore's Night

Blackmore's Night è un progetto musicale guidato da Ritchie Blackmore e Candice Night, citato nelle recensioni come attivo dal 1997 e orientato a sonorità folk con richiami medievali e rinascimentali, spesso con prevalenza acustica e inserimenti di chitarra elettrica.
17 Recensioni