Copertina di Blastromen Human Beyond
sfascia carrozze

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Per appassionati di musica elettronica, fan di synthwave, cultori di fantascienza, nostalgici degli anni '70-'80 e ascoltatori di musica sperimentale.
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LA RECENSIONE

Non so dirvi se per fruire di un disco del genere il background mnemonico debba obbligatoriamente contemplare un immaginario trasversale che vada dalle multi-cromate acconciature del quartier generale della SHADO, il “Ciclo dei Robot” Asimoviano, 6-7 mila partite a Space Invaders, la discografia completa di Kraftwerk e Rockets, e almeno la prima serie di Spazio 1999, sta di fatto chè questi due giovani androidi provenienti dalla costellazione di Orione e segregati in algidi laboratori tra le ghiacciate lande Finlandesi, nel loro recente ologramma di debutto partoriscono un visionario moloch elettro-sintetico come non se ne sentiva (e apprezzava) da tempo.  

Otto pulsanti, corpulenti, frenetici, danzabili mantra spazio-siderali ricolmi di bordoni sintetici e robotiche percussività al cui interno fluttuano asettiche melodie grottescamente vocoderizzate delle quali i primigeni Men Machine di Dusseldorf andrebbero (moderatamente) fieri.

Muzak dall’altro mondo.

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Riassunto del Bot

L'album 'Human Beyond' di Blastromen è un progetto synth-elettro sofisticato che evoca riferimenti alla fantascienza vintage e classici della musica elettronica. I due artisti finlandesi creano atmosfere fredde e futuristiche, con ritmi incalzanti e melodie vocoderizzate che omaggiano Kraftwerk e altri simboli anni '70-'80. Un lavoro denso di suoni sintetici e visioni spaziali, perfetto per gli appassionati del genere.

Tracce

01   Human Beyond (06:06)

02   Battlenet (07:09)

03   Follow The Command (07:14)

04   Computer Simulator (05:49)

05   Metal Machine Victims (07:00)

06   Transition Time (05:32)

07   Human 2.0 (05:53)

08   Sky City 1000 (07:53)

Blastromen


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