Copertina di Bob Mould Blue Hearts
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Per appassionati di punk rock, fan di bob mould e husker du, ascoltatori di musica impegnata e politicizzata
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LA RECENSIONE

Lettera aperta a Bob Mould.

"Ma che bomba di album hai tirato fuori caro il mio Bob!! Giusto in tempo per festeggiare in degnissima maniera il tuo sessantesimo compleanno. Ad un anno e qualche mese dalla pubblicazione di Sunshine Rock che, mi dispiace dirlo, non mi aveva preso visto le sonorità un po' troppo leggere. Con Blue Hearts invece tiri fuori gli artigli per un lavoro incazzato oltre ogni limite ed inatteso. Te la prendi con la tua America, contro il dilagante razzismo, le disuguaglianze sociali, l'amministrazione che ti governa; non ti risparmi con gli attacchi verbali e la Musica che ne viene fuori è istintiva, magmatica, aggressiva in almeno metà dei 14 brani che hai messo in piedi insieme ai fidatissimi Jason al basso e Jon alla batteria. Con l'opener Heart of my Sleeve entri nel disco in punta di piedi; tiri fuori la chitarra acustica e ricami due minuti agresti, vellutati. Ma subito dopo il rasoio è tratto, la tua chitarra elettrica accende la miccia e dai fuoco alle polveri. Si susseguono in rapidissima successione le mitragliate di Next Generation, American Crisis e Fireball. Ed io godo nel poter ancora una volta chiudere gli occhi e tornare nel tuo immenso passato, ai primi anni ottanta ed a quella tua Sacra band che è un oggetto di culto sfrenato per quanto mi riguarda. Ma non solo di Husker Du si tratta, perchè i rimandi agli Sugar non possono sfuggire al mio rovinato orecchio; ed infatti Siberian Butterfly non avrebbe sfigurato nell'album Copper Blue: e qui siamo dalle parti di un Power-Pop spedito, senza troppi fronzoli. Due minuti "pestosi" con tanto di coretti che che elevano il brano verso l'eccellenza assoluta. Si continua tra sfuriate elettriche di incontenibile potenza, Password to my Soul, attacchi diretti all'amministrazione Trump, Baby Needs a Cookie, arrivando in poco più di trenta minuti alla conclusiva The Ocean: un inizio mesto, leggero, con la tua voce sussurrata. Poi la song sale di tono, cresce, mantenendo sempre contorni meno dirompenti...con quel muro di chitarra che innalzi sul finire e che mi regala ancora emozioni, come tanti decenni fa.

Quanta bellezza...

Ancora una volta grazie Bob..."

Ad Maiora.

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Riassunto del Bot

Blue Hearts, l'ultimo album di Bob Mould, segna il ritorno a sonorità aggressive e istintive in netto contrasto con l'album precedente. L'artista affronta temi sociali e politici attuali, esprimendo una dura critica all'America contemporanea. Il disco unisce energia punk con influenze storiche, regalando un'esperienza sonora intensa e carica di emozioni per festeggiare i sessant'anni del musicista.

Tracce

01   Heart On My Sleeve (01:58)

02   Baby Needs a Cookie (02:57)

03   Little Pieces (02:37)

04   Leather Dreams (02:53)

05   Password to My Soul (02:54)

06   The Ocean (03:56)

07   Next Generation (02:20)

08   American Crisis (02:28)

09   Fireball (01:39)

10   Forecast of Rain (02:26)

11   When You Left (02:32)

12   Siberian Butterfly (02:10)

13   Everyth!ng to You (02:51)

14   Racing to the End (01:51)

Bob Mould

Cantautore, chitarrista e produttore statunitense, Bob Mould ha segnato l’alternative con Hüsker Dü e Sugar, costruendo poi una solida carriera solista: da Workbook (1989) e Black Sheets of Rain (1990) fino a Body of Song (2005), District Line (2008), Beauty & Ruin (2014) e Blue Hearts (2020). Ha esplorato anche elettronica e DJing (alias LoudBomb). È dichiaratamente gay.
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