Copertina di Bongzilla Amerijuanican
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Per appassionati di musica stoner, doom e sludge, fan di bongzilla e black sabbath, amanti del rock alternativo e sonorità cannabis-influenzate
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LA RECENSIONE

Un nuovo cd per le icone della musica desertica, che sinceramente con le ultime uscite non mi avevano fatto fare sti gran salti mortali. Ma senza indugio posso dire che hanno sfornato il miglior cd dai tempi di "Gateway".

Per chi non lo sapesse, il genere proposto è un misto tra doom e blues (di questo c'è solo un'influenza, come nei migliori black sabbath), una voce che definire tombale è poco, venature sludge e drone qua e là -molto ben amalgamate col resto bisogna dire- , il tutto condito con quantità astronomiche di thc. Questo è, in sostanza, lo stoner.

Artwork scarno e minimale, in pieno stile cannabinoide come da tradizione, ma di sicuro impatto, e in perfetto abbinamento col titolo del disco. Play: l'opener nonchè title-track parte con un riffaccio a metà tra i black sabbath più sporchi e un campo di ganja, che fa presagire un disco tra i più ossessionanti, morbosi, svarionanti che il gruppo abbia mai composto. Una produzione grezza come lo stile comanda, impastata ma allo stesso tempo chiara, che non interferisce con l'intelligibilità del lavoro. E la recensione potrebbe tranquillamente concludersi qui, dato che il bello di questo lavoro è proprio il suo basarsi sulla ripetitività e sull'ossessività dei riff.

Vero gioiello di attitudine è l'intermezzo di "Stonesphere", in cui "per le vie del disco, dal ribollir del bong, va l'aspro odor di cannabis l'anime a trucidar".

Ripeto: il miglior disco dai tempi di "Gateway", non certamente storico ma che probabilmente verrà ricordato per un altro pò di tempo.

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Riassunto del Bot

Amerijuanican di Bongzilla segna un ritorno convincente per la band, definito come il miglior album dai tempi di Gateway. Il disco combina influenze doom, sludge e blues con un tocco distintamente 'cannabis'. La produzione grezza e i riff ripetitivi creano un'atmosfera ossessiva e coinvolgente. L'artwork minimalista completa l'esperienza in modo efficace. Un riferimento per gli amanti del genere stoner.

Tracce testi video

01   Amerijuanican (06:46)

Oh say we love weed by the bongs burning light
We so proudly inhale the bowls last burning
Born in the USA an Amerijuanican by the grace of God

02   Kash Under Glass (04:22)

03   Tri-Pack Master (03:05)

04   Cutdown (06:59)

05   Weedy Woman (04:24)

06   Stonesphere (12:26)

07   Champagne & Reefer (04:46)

Bongzilla

Bongzilla è un gruppo stoner/doom di Madison, Wisconsin, formato nel 1995. Dopo gli esordi tra EP e album come Stash, Apogee e Gateway, sono tornati con Weedsconsin (2021) e Dab City (2023). Testi e immaginario ruotano attorno alla cannabis, con un suono pesante e sabbathiano venato di sludge e psichedelia.
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