Copertina di Brad Interiors
Cunnuemammadua

• Voto:

Per fan del rock alternativo anni '90, ascoltatori di pearl jam, amanti di produzioni radiofoniche e melodicità orecchiabili
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LA RECENSIONE

Tra “No Code” e “Yield” Stone Gossard, vero stakanovista dell’armata targata Vedder & Co., si concede un’altra uscita discografica parallela. A tre anni di distanza rastrella i componenti del progetto Brad e varca la soglia dello studio tra dicembre ‘96 e gennaio ’97 in quel di Seattle, il cui cielo plumbeo e nevoso non sembra (stranamente) ispirare sensazioni negative e nichiliste.

“Interiors” comprende una manciata di pezzi gradevoli e solari, quasi spensierati. Una sorta di rassegna primaverile per la quale Gossard smacchia lo sporco dell’esordio “Shame” e sembra propone un suono lindo, fin troppo ammiccante a certi motivi un po’ ruffiani e radio friendly: impossibile non accorgersi di ciò in “Secret Girl”, radiofonica al punto giusto e dal ritornello quasi irritante, “I Don’t Know” dall’andamento cantilenante, nella formula azzeccata di “The Day Brings” (singolo di lancio), ma già abusata negli anni precedenti e in quelli successivi, “Circles & Lines” incredibilmente orecchiabile eppure priva di mordente, oppure in “Candles”, nella quale Gossard fa il furbetto e riprende spudoratamente i Pearl Jam. Non è tutto qui, a mettere un po’ di zavorra sul disco, altrimenti tendente al volatile, ci pensa la sporcizia (non troppo) concentrata di “Funeral Song” e “Sweet Al George”.

Il disco raggiunge pienamente la sufficienza, ma il contenuto, troppo perfettino e lubrificato, scivola via e non lascia traccia. Peccato, perché i brani “Upon my Shoulders”, “Those Three Word” e “Some Never Come Home” incitano il cervello ad agire in maniera folle e impulsiva, a correre nel negozio di dischi sotto casa oppure a trovare freneticamente la password di PayPal. 

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Riassunto del Bot

L'album Interiors di Brad, guidato da Stone Gossard, presenta brani piacevoli e solari ma risulta eccessivamente pulito e radio friendly. Alcune tracce risultano orecchiabili ma poco incisive, compromettendo un impatto duraturo. Nonostante la sufficienza, il disco manca di mordente e lascia una sensazione di perfezione che attenua l’interesse.

Tracce testi

01   Secret Girl (03:13)

02   The Day Brings (03:43)

04   I Don't Know (03:39)

05   Upon My Shoulders (04:37)

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06   Sweet Al George (04:03)

07   Funeral Song (04:58)

08   Circle & Line (03:42)

09   Some Never Come Home (04:23)

10   Candles (02:20)

11   Those Three Words (05:38)

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Brad

Brad è una band rock statunitense di Seattle formata nel 1992 da Stone Gossard, Shawn Smith, Regan Hagar e Jeremy Toback. Ha pubblicato album come Shame (1993), Interiors (1997), Welcome to Discovery Park (2002), Best Friends? (2010), United We Stand (2012) e In The Moment That You're Born (2023). Shawn Smith è scomparso nel 2019.
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