Malinconici dormiveglia ci guidano in piccole oasi sonore. Nebbiosa ambient che non sa ancora di esserlo e che evapora stupefatta nell’etere; melodie smozzicate, accordi tronchi e grigi frammenti artificiali compongono miniature di paesaggi autunnali.
Balbettanti chitarre acustiche come foglie sollevate dal vento; atmosfere incerte madide di vaporosi sintetizzatori che nascondono l’altra riva del fiume. Ricordi confusi dove splendono insignificanti dettagli: un giornate spiegazzato, il modo che lei aveva di sistemarsi i capelli, il tintinnio del cucchiaino rigirato nella tazzina del caffè.
Bozze di rock deformato, addolcito e trasceso da misurini centellinati di tastiere al saccarosio; appunti scritti sulla prua di una nave in partenza. Visi di donne che incrociamo sul nostro cammino; visi che scompaiono troppo in fretta; donne che non conosceremo mai.
Sogni che si interrompono prima che l’immagine sia cristallizzata; bassi elettrici che duettano con liquide slide mentre il sipario si sta abbassando. Mondi che scompaiono prima ancora di metterci piede, soundtracks minimali di pellicole solamente immaginate.
"Music For Films rimane, nella MIA personalissima percezione, se non proprio un tentativo... appunti presi in ordine sparso su un block-notes".
"Il giudizio complessivo dell'album è positivo, la qualità della musica è decisamente elevata, tuttavia la frammentarietà lo rende un episodio poco entusiasmante."