Su questo sito si parla parecchio degli Iron Maiden, a giudicare dall'enormita' di recensioni presenti, ma stupisce vedere che il loro cantante da solista non viene degnato di attenzioni. E dire che di bei pezzi ne ha scritti in carriera...
Questo live arriva in un momento particolare della carriera solista di Bruce: appena rientrato nei Maiden, si rende conto che per un po' dovra' abbandonarla, e decide di pubblicare questo live. E, fortuna fortuna, l'Air Raid Siren è decisamente in forma e fa uscire davvero un bel prodotto. Carina la confezione, copertina esclusa. Il booklet ha parecchie foto, l'immagine stampata sul CD è molto live... della confezione ve ne frega poco, no? Ma d'altronde la confezione è quello che differenzia un CD masterizzato da uno originale, e quando ne vedi alcune scarne ti viene un po' da tirare il CD dalla finestra... quindi ben venga una confezione decente. Ma passiamo alla musica!
Una sirena apre il concerto, interrotta dal suono decisamente meno delicato delle chitarre, MOLTO potenti e ben suonate. È "Trumpets Of Jericho" ad aprire le danze, e subito si salta come matti! Il biondo è in forma, i musicisti di supporto pompano come dannati, e la track è valida e pesante. La prima parte del concerto è interamente dedicata al nuovo 'The Chemical Wedding': dopo l'opener sentiamo la "King in Crimson", l'oscura "Chemical Wedding", per poi passare alla triste "Gates of Urizen" (straordinaria l'interpretazione del singer), all'agitata Killing Floor e alla lunga "Book of Thel". Il primo boato arriva con il primo salto nel passato: la splendida ballad "Tears of the Dragon" viene riproposta in una versione splendida, migliore persino della versione da studio. Piu' veloce e pesante la versione qua presente di "Laughing in the Hiding Bush", che appare mille volte piu' convincente che nella sua versione da studio.
Nel finale Bruce lascia le perle della discografia: "Accident of Birth" live è un attacco alle coronarie, tanta è la potenza espressa dagli strumenti e tanto esplosiva la voce. Divertenti le divagazioni durante "The Tower", con l'inizio che presenta un botta e risposta fra Bruce e il pubblico, un po' alla Freddie Mercury: la canzone ricorda parecchio le atmosfere di 'Piece of Mind'. Straordinaria la lunga "Darkside of Aquarius", forse il miglir pezzo mai scritto da Bruce solista, articolata e, ancora, molto potente. Chiude "Road to Hell", forse non perfetta come chiusura ma comunque piacevole.
Insomma, pur non raggiungendo la perfezione, questo live contiene pezzi molto validi suonati e cantati molto bene. Non aspira all'olimpo dei live metal, sicuramente, ma trovo che sia un'ottimo modo per scoprire il lato "metal" della discografia del Bruce. Purtroppo (o per fortuna, a seconda dei gusti musicali) sono lasciati da parte gli album precedenti a 'Skunkworks', a parte due pezzi... ma non si puo' aver tutto!