Copertina di Byron Howard e Rich Moore Zootropolis
JpLoyRow

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Per appassionati di cinema d’animazione, adulti e famiglie che cercano intrattenimento intelligente e ironico, fan disney/pixar.
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LA RECENSIONE

Concludo questo ciclo di recensioni riguardanti i film d'animazione (possibilmente qui non ancora recensiti) con "Zootropolis", forse uno degli ultimi colpi di coda di casa Disney/Pixar (uscito a breve distanza dall'altrettanto ottimo "Inside Out"). L'opera, in effetti ambiziosa, è il risultato di un lavoro di 14 (!) sceneggiatori ed un numero imprecisato di collaboratori, esegeti di un cinema tecnicamente ineccepibile a cui mischiare (cosa abbastanza rara nell'animazione moderna) il buddy movie più tradizionale, con echi da Hawks ("Il grande sonno", 1946), le atmosfere ruvide alla Raymond Chandler, o la classica detective stories di coppia che rimanda ad "Arma letale", condite naturalmente con tutto l'armamentario di casa Pixar: colori scintillanti; animali antropomorfi; personaggi secondari mai banali o dimenticabili; una morale un po' risaputa ma sembra valida (le metropoli sono luoghi in cui condividere esperienze e difficoltà della vita senza distinzione di sesso e/o razza). Con un qualcosa in più che non puo' non essere un aggancio alla realtà (il film uscì nel 2016 in piena corsa elettorale Hilary Clinton-Trump): il sindaco insospettabile che fomenta la paura del diverso e crede che governare significhi sparegere terrore ed odio.

E' dunque un giallo, con tanto di rapimento misterioso, assassino, colpevoli ed indagini da portare avanti. Lei (Judy Hopps) coniglietta poliziotto in un mondo in cui i conigli (essendo troppo piccoli) non potrebbero svolgere tale mestiere, lui (Nick Wilde) volpe scaltrissima, ladro e truffatore imbrigliato in un commercio poco pulito di ghiaccioli e contrabbando. Intorno a loro si muove una megalopoli con quattro macroclimi diversi in cui spiccano le figure di Capitan Bogo (un enorme toro a capo della polizia della metropoli); Yax, uno yack hippy gestore di una specie di una specie di giardino per animali nudisti; Mr. Big, un minuscolo topo-ragno potentissimo a capo di una famiglia mafiosa (è la spudorata parodia di Don Vito Corleone de Il padrino, con tanto di citazione matrimoniale e lessicale) e, soprattuto, i bradipi, assunti alla motorizzazione nonostante la loro proverbiale lentezza (ma il finale, niente spoiler, rivela una sorpresa) e la sequenza in cui uno di questi, chiamato Flash, deve consegnare un documento a Judy è una delle sequenze più divertenti ed esilaranti dell'intero cinema d'animazione (diventata in breve un piccolo cult). La giraffa Gazzelle (doppiata da Shakira) è la promoter che pontifica amore ed inclusione da ogni schermo della città-Stato, e forse è il personaggio meno utile, troppo didascalico nel raccontare una trama evidentemente troppo complessa per un pubblico under 8.

In effetti Zootropolis osa laddove la Pixar o la Disney non avevano ancora osato: Mr. Big, nonostante la sua natura di mafioso, dato che aiuta i protagonisti a risolvere il caso viene accettato con disinvoltura dall'intera comunità e la sequenza nel campo nudisti non è proprio così infantile, compresi tutti i rimandi Sixtiees presenti nel linguaggio (poco ortodosso) dello yack. Forse, come spesso accade nei film più belli della Pixar, si divertirà più il pubblico adulto, anche se alcune sequenze si stagliano, con una prepotenza rara, nella memoria di chiunque (si veda l'arrivo in città di Judy). Politicamente impegnato, eticamente corretto, a tratti politicamente scorretto, è la quintaessenza del cinema d'animazione d'intrattenimento moderno, in cui il contenuto non è avulso dalla tecnica ed i colpi di scena si susseguono a rotta di collo. Oltretutto, la misteriosa sostanza che causa la trasformazione degli animali da docili agnellini a bestie feroci (perchè? Che succede?) occhieggia a sostanze stupefacenti ed affini, come se tra mafia e campi nudisti il politicaly uncorrect non bastasse.

Dirigono con mano sicura Bryon Howard, Rich Moore e Jared Bush (B. Howard, peraltro, già regista del riuscitissimo Rapunzel) ha incassato 1025.521.689 dollari in tutto il mondo diventando il 15esimo film d'animazione col maggiore incasso di tutti i tempi. Ha prodotto un recentissimo sequel (Zootropolis 2) ed una serie animata. Ed è uno dei pochissimi film Disney/Pixar in cui non compare, neppure fuggevolmente, una figura umana, ma l'antropomorfizzazione risolve il problema delineando conigli, tori, pecore, volpi e bradipi con tutti i vizi e le virtù di noi umani (corruzione compresa).

A tratti un po' dispersivo, sicuramente fin troppo elaborato, a volte spudorato, spesso geniale.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Zootropolis' come uno degli ultimi grandi successi Disney/Pixar, evidenziandone l'audacia nell'affrontare temi adulti con intelligenza e ironia. Il film unisce tradizione e innovazione nel genere buddy movie, con personaggi memorabili e una morale moderna. Non privo di difetti, resta un modello di intrattenimento animato contemporaneo, capace di divertire adulti e bambini.

Byron Howard e Rich Moore

Coppia di registi e animatori statunitensi noti per aver co-diretto Zootropolis (2016). Howard ha co-diretto anche Bolt e Rapunzel - L'intreccio della torre; Moore ha diretto Ralph Spaccatutto e il sequel, oltre a episodi de I Simpson.
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