Copertina di Camera Obscura Let's Get Out of This Country
vinrock

• Voto:

Per appassionati di indie pop, fan del pop anni ’60, ascoltatori di musica malinconica e narrativa, amanti di band come belle and sebastian
 Dividi con...

LA RECENSIONE

I Camera Obscura da Glasgow propongono un pop dal sapore retrò vicino al suono dei concittadini Belle and Sebastian. Il sestetto affida le sue composizioni alla voce malinconica di  Tracyanne Campbell, marchio del suono del gruppo insieme ad un organo di sottofondo e ad una chitarra che sostiene con i suoi fraseggi le melodie. "Let's Get Out Of This Country", album uscito nel 2006, è registrato e mixato di modo da sembrare un disco di fine anni '60; non è solo l'uso delle tastiere a dare questa impressione ma anche gli effetti della chitarra e la voce lontana di Tracyanne.

All'inizio ho parlato della somiglianza con i Belle and Sebastian, in particolare quella dei primi dischi. C'è però da precisare che i Camera Obscura suonano come una versione più malinconica e bucolica (anche per la qualità della registrazione); i due gruppi hanno in comune la passione per il pop inglese e americano degli anni '60 e l'attitudine a raccontare storie e a rendere palesi i propri riferimenti culturali ("Dory Previn" è dedicata alla poetessa e cantante americana). I testi di "Let's Get Out Of This Country" risultano però piuttosto monotoni. La malinconia straborda, si raccontano prevalentemente storie di amori finiti o mai cominciati ("Dory Previn", "The False Contender", "Tears For Affair", oppure speranze di iniziare una nuova storia d'amore ("Lloyd I'm Ready To Be Heartbroken"). Sono testi per lo più contemplativi ("Country Mile") e come tali vanno di pari passo alla musica; è interessante allora notare come proprio i brani più movimentati musicalmente, con accenni verso il surf rock americano, siano anche quelli con un testo più propositivo e meno contemplativo, così è per "Loyd I'm Ready..." o per il brano che dà il titolo al disco, brano che descrive la voglia di scappare dalla provincia, che con il successivo "Country Mile" costituisce una sorta di dittico sulla partenza (non sulla fuga, il secondo brano è ambientato in Svezia, dove il gruppo ha registrato il lavoro.

I brani del gruppo si differenziano l'uno dall'altro pur avendo delle caratteristiche comuni, e questo è segno di maturità per il gruppo arrivato a pubblicare diversi ep e tre album. Il gruppo non indulge in finezze di arrangiamento o di bravura esecutiva, la sua cifra stilistica è una pacata medietà in cui si armonizzano sia i brani più lenti che quelli più veloci.
Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

L'album del 2006 dei Camera Obscura fonde un pop dal sapore retrò con atmosfere malinconiche e testi contemplativi sull’amore e il desiderio di fuga. La voce di Tracyanne Campbell e gli arrangiamenti semplici evocano i primi dischi dei Belle and Sebastian, ma con una maggiore vena triste e bucolica. I brani mostrano maturità e varietà pur mantenendo una cifra stilistica coerente.

Tracce testi video

01   Lloyd, I'm Ready to Be Heartbroken (03:48)

Leggi il testo

02   Tears for Affairs (04:03)

Leggi il testo

03   Come Back Margaret (03:47)

05   The False Contender (03:37)

Leggi il testo

06   Let's Get Out of This Country (03:20)

08   If Looks Could Kill (03:28)

Leggi il testo

09   I Need All the Friends I Can Get (03:16)

10   Razzle Dazzle Rose (05:29)

Leggi il testo

11   Phil and Don (04:03)

12   Roman Holiday (04:10)

Camera Obscura

Camera Obscura sono una band indie pop/twee di Glasgow formata nel 1996 e guidata da Tracyanne Campbell. Celebri per il gusto retrò anni ’60, arrangiamenti con archi/fiati e melodie malinconiche, hanno pubblicato album come Underachievers Please Try Harder (2003), Let's Get Out of This Country (2006), My Maudlin Career (2009, 4AD), Desire Lines (2013) e Look To The East, Look To The West (2024). Hanno inciso sessioni per la BBC/John Peel; la tastierista Carey Lander è scomparsa nel 2015.
04 Recensioni

Altre recensioni

Di  ziabice

 Hey Lloyd, I’m ready to be heartbroken! e noi glielo spacchiamo sto cuore, altrimenti sarà lei a rompercelo.

 Sostanzialmente è un disco fatto di ballate mid/down-tempo cantate con tono imbronciato ed un po’ svogliato, con arrangiamenti molto ricchi, ma essendo pop mai troppo articolati.