Copertina di Can Soon Over Babaluma
123asterisco

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Per appassionati di musica sperimentale, psichedelica e progressive, ascoltatori di album strumentali e ricerche sonore particolari
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LA RECENSIONE

Dove saremmo andati lo sapevamo già. Così ce ne andammo, rutilanti, verso un’altra direzione. Così ce ne andammo infantilmente sulla luna. Il viaggio, d’altronde, l’avevamo già intrapreso nei nostri giorni futuri d'un tempo, ed altrove labirinticamente già peregrinammo, di scoperta in scoperta, in un immenso viandare. Ma quel che sulla luna avremmo trovato non lo sapevamo affatto: solo e soltanto ritmo, febbrile ma smorzato, a calibrare il nostro respiro. Non una voce, non un’intrusione, nell’algido tessuto che ci circondava, e dal quale il nostro suono veniva ora sempre più avviluppato. La voce avevamo, di nuovo e per sempre, perduto. Ci arrangiammo, arrotolati in acidi altalenanti tappeti sonori, lasciando a noi stessi il peregrinare in musica, orsù. Un ritmo vivente, il nostro, di moto meccanico il cuore ora e sempre pompava: quel muscolo involontario c’è chi lo chiamò Jaki Liebezeit. Non saprei dire, tra noi non parlavamo. Attoniti, suonavamo soltanto. La nostra ipnosi, un rituale. Il nostro rituale, una sempiterna ripetizione. Ci lasciammo alle spalle, con la polvere negli occhi e la luna ancora allo zenit, tutto ciò che non serviva.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive 'Soon Over Babaluma' come un album sperimentale e ipnotico, caratterizzato dall'assenza di voce e da un ritmo febbrile ma controllato. L'esperienza sonora è un viaggio rituale fatto di tappeti sonori acidi e ripetizioni, con Jaki Liebezeit che guida il battito meccanico del cuore musicale. Un'opera che invita alla contemplazione più che al racconto.

Tracce video

01   Dizzy Dizzy (05:41)

02   Come Sta, La Luna (05:43)

03   Splash (07:47)

04   Chain Reaction (11:10)

05   Quantum Physics (08:31)

Can

Can è stato un gruppo rock sperimentale tedesco, associato al krautrock. Tra i membri più noti: Holger Czukay, Irmin Schmidt, Michael Karoli e Jaki Liebezeit; tra i vocalist compaiono Malcolm Mooney e Damo Suzuki. Tra gli album più celebrati figurano Tago Mago, Ege Bamyasi e Future Days.
24 Recensioni

Altre recensioni

Di  federicozz

 i Can in realtà erano delle creature marziane mandate dal futuro per indicare ai posteri nuove vie musicali...

 Without some of the innovations proposed here, albums like Public Image Ltd.'s Second Edition wouldn't have existed or would be very different.