Copertina di Candlemass Tales Of Creation
fjelltronen

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Per appassionati di doom e gothic metal, fan della musica metal classica, cultori di sonorità atmosferiche e dark
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LA RECENSIONE

"Tales of creation".

Un lavoro temibile, catartico, disperato e pachidermico, il vero suono della notte, la sinfonia maestosa del gotico trasposto in strida metalliche. Si rimane attoniti, ammutoliti di fronti alla solennità, alla forze evocativa di armonie capaci di suscitare paesaggi abbandonati ai rigori di interminabili inverni, autentiche cattedrali soniche tra brulle foreste e cieli grigiastri.

Qui anche il mito di giganti del doom-metal al nome di Paradise Lost e Cathedral viene offuscato dall'impatto tellurico di questi inni all'epicità più scura, dove l'aspetto atmosferico si esalta tra sussurri e grida veementi. I Candlemass creano un'autentica opera dalle sembianze hard-metal ma dotata di un touch "classico" senza pari, senza eguali, grazie ad una perfomance vocale straordinaria ed inarrivabile.

Marcolin Messiah è lo scatenato protagonista, incredibili le sue interpretazioni cariche di pathos, un'ugola profonda dal goticismo straripante. Notevole anche il lavoro chitarristico di Mats Björkman e Lars Johansson, tetragoni scultori di riffs granitici, macigni di cupezza debordante accoppiati a solos mai stucchevoli nè troppo melodici. La coppia rimica Lind-Edling troneggia con rintocchi alla maniera di suoni di campane in notti solinghe, corposa, solidissima ed autentica forgiatrice del suono doom-metal. I dieci pezzi sarebbero da citare in toto ma una menzione speciale la meritano le due gemme, creatrici dell'oramai stereotipato Gothic-Metal, mi riferisco ad "Under the Oak" e "The Edge of Heaven". Lente, nebulose, dal rifferama tonante ed avvolgente, adorniate de nenie acustiche autunnali ed innalzate alla perfezione dal cantato penetrante e solitario di Marcolin.

Questo lavoro, unitamente a "Nightfall" e "Epicus, Doomicus, Metallicus", ha posto le basi per la creazione di un sottogenere musicale che si è sviluppato in miriadi di sfaccetature ma che mai, e lo sottolineo, ha raggiunto o raggiungerà i livelli del quintetto di Stoccoma.

Capolavoro di assoluta genialità, entrato di diritto nella storia della musica, indipendentemente dal fatto che si chiami metal od altro. Essenziali.

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Riassunto del Bot

Tales Of Creation di Candlemass è definito un capolavoro assoluto del doom metal, con atmosfere cupe e gotiche capaci di evocare paesaggi sonori unici. La voce di Marcolin Messiah si distingue per il suo pathos, mentre le chitarre di Björkman e Johansson costruiscono riff potenti e coinvolgenti. L’album, insieme a Nightfall e Epicus, Doomicus, Metallicus, ha influenzato profondamente il sottogenere, diventando pietra miliare indiscussa.

Tracce testi

02   Dark Reflections (05:06)

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03   Voices in the Wind (00:14)

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06   Into the Unfathomed Tower (03:04)

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07   The Edge of Heaven (06:25)

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08   Somewhere in Nowhere (03:47)

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09   Through the Infinitive Halls of Death (05:07)

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11   A Tale of Creation (06:54)

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Candlemass

Band svedese associata al doom metal e in particolare al filone epic. Nelle recensioni viene indicata come realtà seminale del genere, con Leif Edling citato come principale compositore e figura centrale. La storia del gruppo è spesso raccontata attraverso i cambi di cantante, con Messiah Marcolin come voce più iconica e successive ere con Robert Lowe e Mats Levén.
19 Recensioni