Copertina di Castellano e Pipolo I Marziani Hanno 12 Mani
Valeriorivoli

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Per appassionati di cinema cult, fantascienza vintage, amanti della commedia italiana e nostalgici anni '60
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LA RECENSIONE

Castellano e Pipolo - "I marziani hanno 12 mani" - 1963

Sono arrivati i marziani, aka Siamo quattro marziani, Llegaron los marcianos, The Twelve-Handed Men of Mars: piccolo B-movie di culto all'estero, dove la fantascienza è solo un pretesto per questa produzione italo-spagnola anni 60, un pò come "Il Disco volante" di Tinto Brass; i tòpoi di genere ci sono tutti; un disco volante di ET proveniente da una lontana galassia atterra nella capitale per studiare i terrestri, costruire una base e preparare una pacifica invasione dopo aver preso il controllo dei mass media-profezia del nano di milano?-

Per far questo, anche se possiedono una forma indecifrabile -le dodici mani del titolo- attraverso dei baccelloni elettronici di teletrasporto -ben 3 anni prima di star trek!- gli alieni assumono forma umana e iniziano la conquista della Roma periodo dolce vita. Sbagliano però il costume mimetico, escono dall'ufo vestiti da fascisti, e vengono gonfiati di botte. Decidono per le tutine spaziali. Epica la loro discesa con le tutine argentee sulla Via C. Colombo in mezzo al traffico, con Paolo Panelli in testa e sul petto il distintivo astrologico-alchemico del sole con mercurio -sic!-. Il contatto con la civiltà di quei tempi sarà devastante per loro, così tra corruzione, neo arricchiti e truffatori, finiscono per essere per essere sedotti dalle donne del pianeta terra e decidono di non tornare più. Nella pellicola si distinguono una folla di attori e caratteristi, Aldo Giuffré, Margaret Lee, Franco e Ciccio, Magali Noël, Enzo Garinei, Paolo Panelli, Lando Buzzanca, Jimmy il Fenomeno...

Il film è quindi una critica acida al sordido nascosto dietro alla Dolce Vita e al boom economico degli anni 60 e a suo modo profetico: case popolari fatte in serie-l'alieno cyborg se ne accorge decifrando il cemento per manducazione da un pezzetto di palazzo; eppoi speculazione edilizia su terreni agricoli, servilismo delle masse beote, balli scemi e rimbambimento generale, traffico, inquinamento, aumento dell'omosessualità-é una razza in estinzione-chiede il marziano al caporione Panelli, No in aumento gli risponde-sdegnato: il tutto accompagnato da nenie dementi tipo i 45 giri di Rita Pavone o di Edoardo Vianello... Non si salva niente dall'analisi spietata degli E.T..

A proposito di canzonette, lo pseudo-alieno Paolo Panelli, che per la sua tecnologia superiore considera i terrestri dei primitivi, guarda con aria di sufficienza il disco in vinile di un juke-box terrestre di cui uno degli E.T. si è innamorato: il Juke box dalla forma così futuribile è un Ami Continental, oggi costosissimo oggetto di modernariato. Si segnalano le musiche del maestro Ennio Morricone.

Un film da meditazione domenicale.

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Riassunto del Bot

Questo piccolo cult italo-spagnolo del 1963 usa la fantascienza come pretesto per una satira sulla Dolce Vita e il boom economico romano. Gli alieni con dodici mani arrivano a Roma e, dopo incomprensioni e scontri, vengono sedotti dalla vita terrena, scegliendo di restare. Il film mescola critica sociale con umorismo e musiche di Ennio Morricone, raccontando un’Italia in trasformazione tra speculazione e decadenza morale.

Castellano e Pipolo

Duo di sceneggiatori e registi italiani formato da Franco Castellano e Giuseppe “Pipolo” Moccia, protagonisti della commedia popolare, autori di successi come Il bisbetico domato e Il ragazzo di campagna.
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