Copertina di Charlotte Hatherley Grey Will Fade
francis

• Voto:

Per appassionati di indie rock, fan degli ash, amanti del punk-pop e nuove frontgirl della scena alternativa
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LA RECENSIONE

Album di debutto per la brava (e bella) chitarrista degli Ash, che già in occasione di qualche b-side della band nordirlandese aveva messo in bella mostra un songwriting intrigante e fresco, aiutato anche dall'accompagnamento di Tim Wheeler & co. Ovviamente, le sue ambizioni soliste sono sempre rimaste piuttosto in ombra all'interno del gruppo, e l'opportunità di realizzare un disco in proprio ha rappresentato per l'avvenente Charlotte una grande occasione da non lasciarsi sfuggire, sfruttando anche il momento di stanca della band (palese nell'ultimo, deludente, "Meltdown").
“Grey Will Fade", pubblicato lo scorso agosto, si è rivelato un discreto successo indie, ma più di questo va notato che la Hatherley ha messo le basi per una crescita musicale di sicuro interesse: come una Melissa Auf Der Maur britannica, la chitarrista ha puntato su composizioni quasi sempre dirette e divertenti, un pò come le prime Elastica, su arrangiamenti sporchi ma allo stesso tempo catchy, giocando con l'immaginario punk e new wave ma senza scadere in caricature tipiche delle cosiddette "rriot girls" degli anni '90.

Il disco in definitiva cattura per la simpatia e la sensualità che la Hatherley riesce a infondere in quasi tutte le tracks, facendo di necessità virtù e contenendo qualche carenza tecnica e vocale con testi pungenti, provocanti e intimisti sicuramente ispirati ai modelli di altre frontgirls del recente passato del pop inglese: Justine Frischmann, Louise Wener degli Sleeper, Donna Matthews. A tratti riecheggia persino le malinconie acustiche di Cat Power.
Da segnalare sicuramente l'iniziale "Kim Wilde", un omaggio power pop a un idolo adolescienziale della nostra eroina, dove affiorano citazioni ai Police più duri e al Bowie di "Aladdin Sane"; la scoppiettante pop song "Summer", primo singolo estratto, che sembra davvero un inedito degli Ash e colpisce per il disinvolto accostamento tra Pixies, Bangles (!) ed Elastica del ritornello; ancora sapore di Pixies nella più calma "Rescue Plan" mentre dominano i vocalizzi in "Down", più sofisticata; "Stop" è un ruggito a metà tra Sonic Youth (sembra Kim Gordon!) e Smashing Pumpkins; "Where I'm Calling From" è una ballata pseudo-psichedelica che arriverebbe in classifica se a cantarla fosse, che so, Bjork; "Bastardo" è un altro divertente numero punkpop; nella traccia conclusiva, la title-track, sono messi in risalto i giochi di alternanza tra chitarre acustiche ed elettriche, ricordando in un certo senso anche gli Yeah Yeah Yeahs.

Un album fresco, vitale e sexy da consigliare per passare un oretta piacevole, in compagnia di questa lolita punk in erba: gli Ash possono ancora attendere.

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Riassunto del Bot

Il debutto solista di Charlotte Hatherley, chitarrista degli Ash, sorprende per freschezza e vitalità. L'album 'Grey Will Fade' offre un mix intrigante di punk, new wave e pop contagioso, con testi pungenti e atmosfere sensuali. Le composizioni, pur non perfette tecnicamente, colpiscono per originalità e personalità. Un lavoro consigliato per chi ama un indie rock diretto, divertente e ispirato a grandi frontgirl del passato.

Tracce testi video

02   Rescue Plan (02:55)

03   Paragon (04:13)

04   Summer (04:50)

05   Down (04:35)

06   Stop (03:46)

07   Where I'm Calling From (03:56)

08   Why You Wanna? (04:16)

Charlotte Hatherley

Chitarrista e cantautrice inglese, nota come ex membro degli Ash. Ha pubblicato gli album solisti Grey Will Fade (2004), The Deep Blue (2007) e New Worlds (2009) e ha usato l’alias Sylver Tongue.
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