Copertina di Chris Buck; Jennifer Lee Frozen 2 - Il segreto di Arendelle
JpLoyRow

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Per fan disney critici, genitori, cinefili, adulti appassionati di animazione, persone in cerca di recensioni schiette.
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LA RECENSIONE

Una regola non scritta dice che se il capostipite è mediocre il seguito difficilmente potrà essere meglio. C'è qualche eccezione ("Ralph Spaccatutto"), ma in linea generale la regola è valida e applicabile, con una certa sicurezza, nel variegato mondo dello spettacolo. Ecco, poi succede che "Frozen 2 - Il segreto di Arendelle" incassi, a livello worldwide, 300 milioni di dollari e diventi il film di animazione di maggior incasso di tutti i tempi, ed essendo un film bruttissimo ci si chiede come sia possibile. Certo, il successo del capostipite (già discutibile di suo) "Frozen - Il regno di ghiaccio", 2013, ha influito molto, così come la figura della protagonista Elsa, non più Biancaneve in attesa del principe atto a salvarle la vita, ma eroina coraggiosa e scaltra che si mette in tasca gli uomini (quasi tutti imbecilli, ça va sans dire) e dimostra che le donne hanno un coraggio e una caparbietà che il genere maschile si può solo sognare. Di questi tempi è legge, e può anche essere accettabile come messaggio, meno accettabile la forma musical che ne viene data, o il ricorso a personaggi comici di nessuna consistenza (e disegnati malissimo) come Olaf, il pupazzo di neve smontabile e rimontabile, che non azzecca una singola trovata nemmeno per errore. Ma se almeno nel primo veniva affiancato da comparse perlomeno divertenti, nel secondo film viene lasciato totalmente solo: a lui sono riservati i momenti comici, ed infatti non si ride mai.

La sceneggiatura di Jennifer Lee (anche regista, in combutta con Chris Buck) ed Allison Schroeder tenta di battere strade più adulte e mette i protagonisti di fronte a scelte non banali, quali la crescita ed il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, trattando temi "alti" come la perdita di una persona cara, l'elaborazione del lutto e nientemeno che il tema del genocidio. Ottima idea (anche se poi, nella realtà, ai più piccini interessa altro), peccato che il vestito musical sia qui ancora più invasivo, con personaggi che cinguettano ogni dieci minuti (laddove, almeno, nel primo film le canzoni venivano stipate quasi tutte nella prima parte) e nessuna delle canzoni presenti è mai davvero memorabile (no, qui non c'è il tormentone "All'alba sorgerò", sostituito maldestramente da "Nell'ignoto", che è la solita pappa però fatta peggio) e, madornale errore, non sono cantate mai in coro od in duetto come nella più classica tradizione diseyana, bensì in solitario, quasi fossero delle minime sottolineature (invero didascaliche) di ciò che in quel momento sta avvenendo sullo schermo. Così come è inconcepibile (nonostante l'idea di base potesse anche essere interessante) la mancanza di un nemico: i nostri infatti combattono contro un passato che ritorna (una dolorosa questione familiare di cui Elsa ignorava l'esistenza) e l'unico "cattivo" (si fa per dire) vero è Zefiro, il vento, così come lo chiama Olaf. E i 103' di durata, spesso, paiono interminabili.

Come al solito, l'edizione italiana combina guai ancora più grossi. Il doppiaggio non è, infatti, esente da pecche, soprattutto tecniche, inconcepibili nel 2019: l'adattamento delle canzoni non è di rado sballato rispetto al labiale, e le voci italiane non sono tutte azzeccate, a partire da Olaf/Enrico Brignano (che purtroppo, come nel primo film, qui anche canta) e discutibile la scelta di affidare a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro l'interpretazione finale, sui titoli di coda, de "Nell'ignoto".

Personaggi e doppiatori (originali/italiani): Elsa (Idina Menzel/Serena Autieri); Anna (Kristen Bell/Serena Rossi); Kristoff (Johnathan Groff/Paolo De Santis); Olaf (Josh Gad/Enrico Brignano); Iduna (Evan Rachel Wood/Joy Saltarelli); Agnarr (Alfred Molina/Stefano Benassi); Yelena (Martha Plimpton/Rossella Izzo); Granpapà (Ciaràn Hinds/Massimo Lopez).

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Riassunto del Bot

La recensione stronca Frozen 2, definendolo un film bruttissimo e ben lontano dalle aspettative create dal capostipite. Nonostante la trama tenti approfondimenti adulti, la forma musical ripetitiva e i personaggi poco efficaci affossano il tutto. Particolarmente criticati sono le canzoni, la comicità assente e il doppiaggio italiano. Un sequel che non riesce a convincere né bambini né adulti.

Chris Buck; Jennifer Lee

Coppia di registi e sceneggiatori della Walt Disney Animation Studios, hanno co-diretto Frozen (2013) e Frozen II (2019). Jennifer Lee è anche sceneggiatrice; Chris Buck ha co-diretto Tarzan (1999).
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