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Claudio Cupellini
Alaska

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Alaska è una storia di amore disperato, di amicizia e di solitudine.

Parigi: Nadine, una ragazza orfana dalla fragile bellezza, e Fausto, cameriere italiano di un albergo di lusso, si incontrano sulla terrazza dell'albergo dove trovano una pausa dai loro impegni. Fausto è incantato da Nadine e per corteggiarla la invita nella suite dell'albergo.

La suite è favolosa e come in tutte le favole si perde la cognizione del tempo, così anche loro restano più del dovuto e quando rientra l'ospite si trovano ancora dentro.

Brusco ritorno alla realtà: mentre l'ospite chiama la direzione, Nadine cerca di fermarlo, lui reagisce con violenza e Fausto lo aggredisce, facendolo svenire. Scappano, ma la fuga dura pochissimo per Fausto che riesce però a far scappare Nadine appena prima di venire fermato dalla polizia.

Gli vengono dati due anni di reclusione, mentre Nadine viene assunta come modella a Milano: i due si promettono comunque di aspettarsi.

E così sarà, ma il loro amore sarà segnato da una maledizione: “più la vita di uno dei due andrà bene, più l'altro toccherà il fondo".

L'intreccio narrativo principale si lega con gli altri intrecci secondari tra i quali spicca quello relativo all’amicizia fraterna tra Fausto e Sandro. Le relazioni tra i tre personaggi si svolgono su un filo teso sull'abisso della solitudine da cui provengono e nella quale ognuno di loro rischia continuamente di precipitare nuovamente. Il rischio di rendere la storia un dramma sdolcinato è evitato poiché Alaska è un film ben scritto: gli snodi narrativi della storia risultano logici e raramente diventano eccessivi, allo stesso modo i personaggi son ben caratterizzati nel loro oscillare tra successi e fallimenti.

Elio Germano e Àstrid Bergès-Frisbey recitano (molto bene) in due lingue, la prima parte in francese e la seconda in italiano. La scelta linguistica non è però legata al luogo, infatti una volta arrivati in Italia, il francese diverrà la lingua dell'intimità per la coppia.

Nei ruoli secondari spicca la prova di Valerio Binasco (Sandro) e il cameo di Marco D’Amore che interpreta un personaggio non lontano dal personaggio dell'Immortale che lo ha reso celebre.

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Commenti (Uno)

'gnurant
'gnurant
Opera:
Recensione:
I repentini e asimmetrici cambi di fortuna/sfortuna dei protagonisti li ho trovati estremamente forzati e hanno fatto perdere consistenza al film. Tanto per dire non mi ricordavo nemmeno bene il finale. Ok è una favola dai contorni drammatici ma a sto punto preferivo un film drammatico.


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