Copertina di Clinic Walking With Thee
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Per appassionati di musica alternativa, fan di clinic, ascoltatori di rock sperimentale e cultori di atmosfere cupe e introspettive
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LA RECENSIONE

Febbraio se n'è appena andato con l'incubo delle maschere di carnevale con quella sua aria falsamente divertente ci ha lasciato in eredità marzo. Sono nel letto e vaneggio, sto delirando. Ho la febbre. Il termometro scende e sale, le pillole vanno e vengono. Bussano alla mia porta. Chi sarà? Quattro uomini in camice bianco con la mascherina attaccata al muso. Sono i Clinic. Dopo 6 mesi hanno scoperto della recensione che ho scritto su De-baser. Una delle prime. Li elogiavo moltissimo.

Naturalmente deliravo, così mi sveglio e nella mia camera non c'è nessuno ma una musica ripetutamente esce dal mio stereo. Sto parlando di "Harmony" che dà l'idea di una colonna sonora per un film horror . La matrice è quella di "Internal Wrangler" ma c'è qualcosa nelle canzoni stavolta. Sono più definite hanno perso quel fascino matto di una volta. Nonostante tutto i Clinic ci ricordano sempre quel mix tra Velvet Undeground e Radiohead con quella matrice tipicamente Clinic: canzoni crepuscolari, sofferte, da apocalisse.
Il campionamento all'inizio di "The Equaliser" non porta a nulla di buono. Già con "Welcome" iniziamo ad apprezzare la buona musica che i "clinica" ci hanno donato: quella armonica ruffiana e fuggente, la chitarra che punge come una siringa quando ti entra nella pelle. E quei coretti abbinati alla voce "Yorkiana" del cantante. Odore di Velvet undeground stile "White Light/White Heat" in "Walking with thee". Il Punk di "Pet Eunuch" ti prende a cazzotti nello stomaco ma ti lascia vivo per ascoltare la dolcezza di "Mr. Moonlight" che secondo me è la canzone migliore dell'album . Quella chitarra simil-muta, la batteria che scandisce il tempo: 4 minuti davvero bellissimi di musica. Ma poi fino alla traccia numero undici; l'ultima, i Clinic non ci regalano emozioni sufficienti ad elogiarli: "Come Into Our Room" vuole imitare "The Second Line" (canzone presente in "Internal Wrangler"), "The Volture" è una specie di loop che dura 3'41''. "The Bridges" con quel basso forte e pulsante e la batteria simil-western. Come citavo prima "For The Wars" la traccia ultima è quella che ci da più soddisfazione insieme a "Mr. Moonlight": è come una ninna nanna calmante e molto triste.

Insomma l'album si conclude in classico stile Clinic. "Internal Wrangler" era un capolavoro. Questo qui no.

Questa è la verità!!!

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Riassunto del Bot

La recensione di 'Walking With Thee' dei Clinic evidenzia un album caratterizzato da atmosfere cupe e testi sofferenti, con qualche picco di qualità musicale come in 'Mr. Moonlight'. Tuttavia l'opera non riesce a raggiungere l'impatto emotivo e la forza innovativa del precedente 'Internal Wrangler', risultando complessivamente meno memorabile. L'analisi sottolinea un mix tra Velvet Underground e Radiohead, ma anche alcune tracce ripetitive o meno riuscite. Un disco interessante ma inferiore al capolavoro precedente.

Clinic

Clinic sono un gruppo di Liverpool attivo dal 1997, noto per l’estetica con mascherine da dottore e per un suono teso e minimale che mescola garage, psichedelia e indie rock. Tra i dischi più citati: Internal Wrangler, Walking With Thee, Visitations e Free Reign.
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