Copertina di Comus First Utterance
Nonsoloprog

• Voto:

Per appassionati di musica progressive e folk psichedelico, amanti di atmosfere oscure e di esperienze sonore intense e immersive
 Dividi con...

LA RECENSIONE

..e ad un certo punto del disco ho voluto spegnere ogni luce, anche la più minuscola, e dissolvermi nel buio appresso a quelle digressioni tribali..

non ricordo mi fosse mai successo prima d'ora, nè forse capiterà più..

Qui mi proiettavo nell'iperspazio, e pazze urla ingigantivano la mia irrazionalità

..onnipotenza del suono

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione esplora l'intensità emotiva dell'album 'First Utterance' dei Comus, sottolineando un'esperienza immersiva e quasi trascendentale nel buio e nei suoni tribali. L'autore descrive un viaggio sonoro unico che amplifica sensazioni irrazionali ed onnipotenti, evidenziando l'impatto profondo dell'opera.

Tracce testi video

05   The Bite (05:31)

08   Diana (single version) (04:25)

09   In the Lost Queen's Eye (02:48)

10   Winter Is a Coloured Bird (07:59)

Comus

Comus è una band britannica formata nel 1970, cult nell’acid/prog folk. Debutta con First Utterance (1971) e prosegue con To Keep From Crying (1974) prima dello scioglimento. Dal 2007 si riunisce per concerti e nel 2012 pubblica Out Of The Coma, con tre brani nuovi e la storica The Malgaard Suite del 1972. Tra le peculiarità: strumentazione acustica inusuale e il dualismo vocale Roger Wootton/Bobbie Watson; la band è citata come influenza nell’area neofolk.
07 Recensioni

Altre recensioni

Di  Robert Fripp

 Ogni pezzo è un vorticoso e suggestionante incontro con gli abitanti di un paesaggio mistico e fantastico.

 Non so più che dire se non: CAPOLAVORO!!! COMPRATELO!


Di  enbar77

 Quest'opera, prevalentemente costruita su geniali ma volutamente disordinate, metriche medioevali, rappresenta la possibilità di stordire qualunque partitura che un normale pentagramma possa contenere.

 Le cascate di brillanti e pulitissimi arpeggi presenti in 'The herald' si scontrano, frantumandosi inevitabilmente al contatto con delle sapienti ma contrastanti nerbate violinistiche.