Copertina di Crime And The City Solution Paradise Discotheque
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Per appassionati di rock alternativo, amanti della musica gotica e psichedelica, cultori di sonorità raffinate e complesse.
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LA RECENSIONE

Se qualche anno fa mi fossi trovato in un negozio di dischi con quindicimila lire in tasca e nell'imbarazzo di una scelta, giuro che l'album di un gruppo con un nome così l'avrei comprato a scatola chiusa. Ma il mio incontro con Crime and the City Solution non fu di questo tipo.

Nel 1991 uscì il film "Until the End of the World" di Wim Wenders: io lo andai a vedere e ne rimasi suggestionato. Di lì a qualche giorno ne comprai la colonna sonora che trovai molto bella, in special modo legata alle immagini che scorrevano sul grande schermo.

Devo dire che rimasi deluso nel non trovare sul vinile "Blood of Eden": la visione di questo aereo in volo sul deserto australiano accompagnato dalla stupenda canzone di Peter Gabriel mi commosse.

E però la delusione non durò che il tempo di mettere sul piatto il disco ed arrivare al solco numero quattro: ricordavo questo brano dall'incedere ipnotico e di sapore gotico ma riascoltarlo fu fulminante. Erano Crime and the City Solution e la canzone era "The Adversary". Che emozione.. (good vibrations, forse si dice così).

"Paradise Discotheque" è del 1990 e segue alcuni lavori già molto buoni ed importanti. Loro sono, manco a dirlo, australiani e la forza di questo gruppo è negli arrangiamenti magniloquenti (ma mai ridondanti) e nella voce melodrammatica di Simon Bonnery: si direbbe una sorta di Dave Gahan imparentato con Nick Cave. Si direbbe, ma in realtà Simon possiede una personalità forte e tutta sua e non deve nulla a nessuno.

In questo disco c'è "I Have the Gun", ma non è un disco di musica folk; ci sono fiati ed ottoni, ma non è un disco soul o funk; ci sono le percussioni più strane, ma non è un disco di world music; ci sono testi profondi e filosofici, ma non si tratta di cantautorato; ci sono pianoforti stonati, violini e dissonanze, ma non è un disco di musica dark e nemmeno prog rock a dispetto degli arrangiamenti ricchi e raffinati.

Questo è puro, sano, robusto e prezioso rock. Decadente quanto basta, gotico il necessario, melodico il giusto, psichedelico abbastanza.

Bisogna ascoltarlo, ragazzi. Io non so cosa altro aggiungere. Quattro stelle? O cinque? Forse dipende dai giorni: ora che si approssima l'inverno le stelle possono essere tranquillamente cinque. Nei giorni di sole vorrò ascoltare i Beach Boys, nei giorni di sole...

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Paradise Discotheque, album del 1990 di Crime And The City Solution, per la sua musica ricca e raffinata, caratterizzata da un rock decadente e melodico. La voce di Simon Bonney emerge potente e unica, con arrangiamenti sofisticati ma mai ridondanti. L'autore ricorda l'impatto emotivo del gruppo, suggerendo l'ascolto come imprescindibile per gli amanti del genere.

Tracce video

01   I Have the Gun (03:33)

02   The Sly Persuaders (04:10)

03   The Dolphins and the Sharks (04:43)

04   The Sun Before the Darkness (05:17)

05   Motherless Child (03:49)

06   The Last Dictator I (04:40)

07   The Last Dictator II (05:00)

08   The Last Dictator III (04:33)

09   The Last Dictator IV (02:50)

10   Motherless Child (dance mix) (03:17)

11   I Have the Gun (Woody Guthrie mix) (03:32)

Crime & the City Solution

Band australiana guidata dal cantante Simon Bonney, nota per un post-punk oscuro che fonde elementi di blues e atmosfere cinematografiche; collaborazioni documentate con Rowland S. Howard, Mick Harvey ed Epic Soundtracks.
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