Copertina di Current 93 Halo
caesar666

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Per appassionati di musica dark folk, esoterica e progressive, fan dei current 93 e live album intensi.
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LA RECENSIONE

Assistere a un concerto dei Current 93 è sempre un’esperienza particolare. Il fascino esoterico e il culto che ha saputo costruirsi David Tibet nel corso degli anni è qualcosa di unico. Personalmente ho avuto modo di vedere la Corrente 2 volte a Torino e a Bologna nel 2009 e nel 2010 nel corso del tour che presentava l’album “Aleph At The Hallucinatory Mountains”. A Bologna purtroppo l’atmosfera venne rovinata da un individuo ubriaco che insultò Tibet ripetutamente inducendolo a sospendere temporaneamente il concerto. In ogni caso vedere I Current 93 dal vivo è un’esperienza che mi sento di consigliare a tutti. Numerosi sono i dischi dal vivo pubblicati dalla Corrente: uno dei migliori resta a mio avviso lo splendido “As The World Disappears”, un disco che coglie il gruppo in un momento di grazia e che si avvale di un’ottima registrazione e di esecuzioni praticamente perfette e ricche di pathos. Il materiale proviene in gran parte da “Thunder Perfect Mind” e consacra i Current 93 come una sorta di Incredible String Band apocalittica. Fra i vari “live” che ho ascoltato mi ha particolarmente colpito “Halo” del 2005, testimonianza di una registrazione infuocata alla Queen Elizabeth Hall del 9 ottobre 2003. La formazione per l’occasione comprende alcuni dei musicisti migliori che si sono avvicendati nei Current 93 ovvero il bravissimo Michael Cashmore alla chitarra John Contreras al cello, Joolie Wood al violino, Graham Jeffery e Maja Elliott al piano con David Tibet alla voce. Uno dei punti di forza di Tibet, a differeenza di Douglas P., è sempre stato quello di saper circondarsi di validissimi collaboratori. La copertina prende in prestito quella dei Moody Blues di “Every Good Boy Deserves Favour”. D’altronde Tibet non ha mai negato il suo interesse verso la musica progressive-rock e il folk acido e oscuro dei ’70. In passato ha dichiarato il suo amore per i Comus, per i C.O.B., l’Incredible String Band, i krauti Sand (di cui ha riproposto “Golem”), gli Amon Duul II e i Groundhogs.

Il concerto presenta 16 tracce che pescano in tutta la produzione dei Current andando a ripescare anche un disco mitico come “Imperium”. L’intro è affidata ad “Halo”, caratterizzata dallo stesso loop vocale presente in “Where The Long Shadows Fall”. Poi è la volta di “Alone” che si discosta dalla versione in studio presente su “Imperium”: la voce di Tibet è spettrale e drammatica, accompagnata dal piano e riesce a creare una tensione palpabile. La successiva “Mary Waits In Silence” è una classica ballata proveniente da “Thunder Perfect Mind”: viene introdotta da un coro gregoriano che dona un’ambientazione sulfurea alla musica rendendola unica. “Calling For Vanished Faces II” ha sempre in evidenza la malinconica chitarra acustica di Michael Cashmore, un’altra piccola gemma che testimonia il periodo d’oro di “All The Pretty Little Horses”. Poi viene concesso spazio a Maja Elliott con “The Sign In The Stars” dal minimale e raffinato “Soft Black Stars”. Tutto sembra avvolto da un alone magico, Tibet e il gruppo sono in forma smagliante. “All This World Makes Blood” è un altro cavallo di battaglia da “Of Ruine Or Some Blazing Starre” mentre “Good Morning Great Moloch” è commovente, introdotta dal bellissimo e triste cello di John Contreras. Amo questo brano, uno dei più belli di “Sleep has His House”. Con “Whilst The Night Rejoices Profound And Still” viene concesso ancora spazio alle sonorità tenui del piano. “5 Hypnagogue 5” è spiritata e intensa con Tibet sempre più protagonista come menestrello in nero. Poi ancora spazo a un brano dal capolavoro “Thunder Perfect Mind” ovvero “A Silence Song”.

“Sleep Has His House” ha invece una struttura minimale, testimonianza di un periodo oscuro e dedicata alla morte del padre di Tibet. Dopo “4 Hypnagogue 4” il rituale prosegue con la classica, delicata e mistica ballata “Fields Of Rape”, accompagnata da loop vocali. “So: This Empire Is Nothing” è un altro ripescaggio da “All The Pretty Littles Horses”.. La conclusione è affidata a “Locust”, un bellissimo brano che proviene direttamente da “Imperium” suonato qui per la prima volta dal vivo. L’esecuzione è da pelle d’oca ed è accompagnata dai loop satanici di “Nature Unveiled”!

Halo” è uno splendido disco, il repertorio è fantastico e ben scelto. Tutto è avvolto in un’atmosfera esoterica e parareligiosa che dona un’aura particolarmente fosca al concerto. Disco caldamente consigliato ai seguaci della Corrente.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il live album 'Halo' dei Current 93 come un'esperienza musicale unica e coinvolgente, con un'atmosfera esoterica e interpretazioni d'eccellenza. Vengono approfonditi i musicisti coinvolti e i brani scelti, sottolineando il fascino di David Tibet e il valore storico della band. Consigliato a chi ama il folk oscuro e la musica dal vivo intensa.

Tracce testi

01   Halo (03:15)

03   Mary Waits in Silence (03:10)

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04   Calling for Vanished Faces II (05:05)

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05   The Signs in the Stars (03:11)

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06   All This World Makes Great Blood (03:47)

07   Good Morning, Great Moloch (03:57)

08   Whilst the Night Rejoices Profound and Still (04:27)

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10   A Silence Song (05:45)

11   Sleep Has His House (03:33)

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12   4 Hypnagogue 4 (05:00)

13   Fields of Rape (03:10)

14   So: This Empire Is Nothing (03:30)

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15   The Death of the Corn (04:12)

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Current 93

Current 93 è un seminale collettivo musicale britannico fondato e guidato da David Tibet. Dalla prima stagione industrial-esoterica al folk apocalittico, i Current 93 si sono imposti come band di culto grazie a una discografia sterminata, collaborazioni illustri (Stapleton, Nick Cave, Antony) e scelte stilistiche fuori da ogni logica di mercato.
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