Copertina di Dan Arborise Of Tide And Trial
Jam

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Per appassionati di musica folk acustica, ascoltatori curiosi di sonorità malinconiche, fan di nick drake e musica alternativa
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LA RECENSIONE

"Of Tide & Trail" è uno strano album. Lo ascolti e non c’è nessun pezzo in particolare che ti colpisce. Lo riascolti e l’effetto è lo stesso. Nonostante questo lo riascolti ancora. Ma Niente. Però. Sai. Diamogli un altro ascolto. Dai.

Al decimo ascolto qualcosa inizia a non quadrare. Dell’intero album ti è rimasta impressa solo la splendida Cries. Ma hai comunque voglia di ascoltarlo. Ancora. E ancora. Non è una cosa normale.

Ci ho riflettuto. Il segreto sembra essere la coerenza interna dell’album. Il suo equilibrio. La sua perfetta costruzione. Un unico flusso melodico che si dipana lungo le singole traccie. Non mettendone in risalto nessuna ma, al contempo, seducendo il tuo orecchio. Minuto. Dopo. Minuto.

Le melodie ti ammaliano, ma non si lasciano catturare. E la voce di Dan? Calda. Quasi su sussurro. Malinconica. A volte sembra di sentire lo spirito di Nick Drake aleggiare sopra le delicate sonorità dell’album (Ascoltate “Days even years” e poi ditemi).

Musica Folk. La più pura, la più cristallina. Voce e Chitarra. Delicato Fingerpicking. A volte i pezzi si perdono in splendide digressioni ai limiti dell’ambient. La chitarra viene accompagnata da lievi basi elettroniche. Senza tuttavia scadere nel virtuosismo ne in prolissità. Splendido esempio di questo equilibrio perfetto è “feet in the sea, head in the stars”. Gran pezzo anche questo.

"Of Tide & Trail" è uno strano album. Strano come Dan Arborise. Stano come il poco risalto che ha avuto. Più che strano, un vero peccato.

Un vero peccato che se ne sia parlato cosi poco.

Da Ascoltare.

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Riassunto del Bot

L'album 'Of Tide & Trial' di Dan Arborise si distingue per la sua coerenza e l'equilibrio melodico, che seduce l'ascoltatore senza pezzi immediatamente evidenti. Le sonorità folk, la voce calda e intimista, e le lievi basi elettroniche creano un flusso musicale affascinante e delicato. Un lavoro poco valorizzato ma da scoprire con attenzione e ascolti ripetuti.

Dan Arborise


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