Dan Fogelberg
The Innocent Age

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Festival di Sanremo 1987 su Rai1: il bravo presentatore di turno introduce la "big" Patty Pravo... "che interpreterà "Pigramente signora", musica e testi della stessa Patty Pravo!". Clap clap e lei arriva, atteggiata e vistosa come sempre, la "base" attacca ma dopo i primi due versi già trasalisco, poche altre battute e ne ho la certezza, la fedifraga sta cantando in italiano né più né meno che "To The Morning" di Dan Fogelberg, accordi e melodia sono quelli, precisi!

"E' pazza!"... penso e mi vien voglia di fare qualcosa all'indomani, telefonare, mandare una lettera con una cassetta... non ce n'è bisogno due giorni dopo leggo un trafiletto su Repubblica nella pagina dedicata al Festival che comunica la formale denuncia inoltratale dal Daniel Fogelberg Italian Fan Club con tanto di materiale sonoro a sostegno! Sono inorgoglito perché Gerry, capo del suddetto Fan Club e titolare della denuncia, deve a me la scoperta di questo artista e non mancava (pace all'anima sua) mai di ricordarmelo ogni volta che ci vedevamo... Il plagio è comprovato, a livello mediatico riescono a far restare tutto piuttosto sotto le righe (niente Tapiri come oggi si usa in questi casi) ma la sputtanata Patty perde il contratto appena siglato con la Virgin italiana e ci metterà qualche anno a risalire la china e firmare per la Fonit Cetra. Pigramente signora scompare letteralmente, o almeno non ho mai più avuto occasione di sentirla da quel momento ma forse, oltre che cosa opportuna per la "sofisticata" (in tutti i sensi) Patty Pravo, è proprio vietata per legge l'ulteriore circolazione di simili comprovate vigliaccherie.

Ma chi cazzo è ‘sto Dan Fogelberg? E' un compositore, polistrumentista e cantante dell'Illinois. Un "montanaro" che per entrare nel giro giusto a metà dei settanta si spostò, come tanti altri, a Los Angeles ma appena raggiunto il successo pensò bene di scappare da quella gabbia di matti e sistemarsi in Colorado dove tuttora vive. Da lì con calma, serenità, semplicità e umiltà ci ha fornito un buon gruzzolo di opere fra le quali questa che, ad opinione plebiscitaria fra tutti quelli che lo amano, è la più luminosa.

"L'Età dell'Innocenza" uscì nel 1981 come doppio LP, diciassette purissime canzoni d'autore 100% made in USA, arrangiamenti impeccabili con gli strumenti suonati quasi tutti da Fogelberg, ma quando si fa dare una mano dagli amici questi si chiamano Joni Mitchell, Michael Brecker, Glenn Frey, Don Alias. . . Molte chitarre acustiche e pianoforti, atmosfere leggermente edulcorate, senz'altro campagnole, astenersi i ricercatori di stress e di malesseri metropolitani. Si inneggia alla vita, all'amicizia, all'amore, alla famiglia, soprattutto al rimpianto più scontato ma più definitivo che coglie l'esistenza di ciascuno di noi: la perdita, irrecuperabile, inestimabile, scontata ma crudele, cercata e poi maledetta... dell'innocenza.

I più romantici e sensibili rischiano gli occhi umidi all'ascolto, testo alla mano, della migliore canzone che io conosca dedicata a un genitore: il padre di Fogelberg era capobanda al suo paese e in Leader Of The Band il nostro lo ringrazia per avergli insegnato ad amare la musica e "averlo lasciato andare quando venne il mio tempo di andare".

Consentitemi di occupare lo spazio restante, invece che nella descrizione delle molte altre perle del disco, con la personale e mi auguro decente traduzione della più preziosa di queste che si intitola Same Old Lang Syne:

Incontrai la mia vecchia fiamma al supermercato / la neve cadeva alla vigilia di Natale / le arrivai di spalle e la tirai per una manica / non riconobbe il viso lì per lì / ma poi le si illuminarono gli occhi / mi abbracciò stretto, allargò le labbra in un sorriso / e scoppiammo a ridere. Andammo alla cassa con la spesa / tutto fu conteggiato e imbustato / venne un momento di imbarazzo con la conversazione che si trascinava / allora uscimmo a bere qualcosa / ma non riuscimmo a trovare un bar aperto / comprammo delle birre al negozio di liquori / e ce le andammo a bere nella sua auto.
Bevemmo all'innocenza / e bevemmo al presente / tentammo di colmare quel vuoto fra di noi / ma nessuno dei due sapeva come farlo.
Mi disse che era sposata a un architetto / che la teneva calda, asciutta e sicura / le sarebbe piaciuto dire che lo amava / ma non era mai stata capace di mentire / Le dissi che il tempo era stato generoso con lei / che i suoi occhi erano ancora così azzurri / ma non fui sicuro cosa scorgere in quegli stessi occhi / se dubbio o gratitudine.
Mi disse che mi trovava sempre esposto nei negozi di dischi / e che dovevo passarmela bene / le risposi che il pubblico era come il Paradiso / ma il continuo viaggiare era come l'Inferno.
Bevemmo all'innocenza...
Le birre erano finite e le nostre lingue stanche / per tutte le cose dette e non dette / mi diede un bacio mentre uscivo dall'auto / e la guardai mentre se ne andava / Fu un attimo e mi risentii ai tempi del liceo / e avvertii quella pena così familiare / e mentre tornavo indietro verso casa / la neve si tramutò in pioggia.

Un disco a mio parere molto affine al gusto femminile, le donne hanno mediamente meno paura e rimpianto dell'innocenza e non stanno a vergognarsene come tocca sempre fare a noi maschietti.

Dan Fogelberg ha oggi 55 anni, un anno fa è stato diagnosticato di cancro alla prostata, sta facendo le pesanti cure del caso che lo distolgono dal produrre nuova musica ma nella home page del suo bellissimo sito ufficiale non manca di scongiurare tutti noi di fare le analisi una volta all'anno se si è passati i cinquanta. "Sono semplicissime, veloci, e ti salvano la vita, il male se preso in tempo è perfettamente curabile". Grande Dan, in bocca al lupo.

 

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Commenti (Sette)

DaveJonGilmour
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Bellissima recensione! Complimenti!
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TinyBanks
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Splendida recensione! E altro autore a me sconosciuto da ascoltare...
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Anonimo
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consiglio anche le femminucce di fare le opportune visite per il seno..mia moglie purtroppo qualche anno fa non ebbe una bella diagnosi,si perde l'innocenza anche così.
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Mauri
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Bella recensione...artista che sono intenzionato a conoscere!
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clasal
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Confermo, The Innocent Age è veramente un capolavoro!! Più che un disco è un distillato di genio e gusto. Non è un caso che a questo signore gli Eagles nel pieno del loro successo, chiesero di entrare nella band e lui con molta classe...declinò quell'invito. Basta ascoltare per capire. Oltre alle già citate Same old lang e Leader of the band, vi consiglio Run for the Roses, Hard to say, The Reach. Ma sono veramente tutte belle. Provare per credere!
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Anonimo
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ragazzi dan se ne è andato il 16 dicembre...Io l'ho saputo soltanto adesso :(

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odradek
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Ricordi male, temo. Il Plagio è comprovato, ma a Sanremo gli autori accreditati furono Evangelisti-Arnaboldi, non Patty.
Detto questo ammetto di non essere un assiduo frequentatore delle tue pagine (stavo ascoltando il disco e ho curiosato sul DeB) quindi approfitto di questa per complimentarmi anche riguardo le altre tue.

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pier_paolo_farina: Non so dove hai trovato questo o questa Arnaboldi (forse uno pseudonimo della furbetta Patty?). In giro per Internet io trovo solo: testo della Evangelisti, musica (presunta) della Pravo. E poi ragiona: la canzone è copiata dal primo all'ultimo accordo, e con la stessa melodia: chi avrebbe mai potuto prestarsi a metterci il nome? E ragiona ancora: perché L'ottima Patty fu buttata fuori dalla sua casa discografica se la colpa era di questa Arnaboldi?.
odradek: No, non farmi ragionare, è faticoso. Tu, invece, guarda il filmato che ho messo, è facile, basta cliccare. Per il resto delle vicende che descrivi non ho eccepito e non ho voglia di occuparmene, Saluti.

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