Copertina di Daniela Casa Società Malata
MauriceHaylett

• Voto:

Per appassionati di jazz sperimentale, musica d'autore, amanti della musica impegnata e chi interessa al contesto storico italiano anni '70
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LA RECENSIONE

Il titolo di questo lavoro, rilasciato nel 1975 per l'etichetta Deneb ben si accosta con la situazione che l'Italia andava conoscendo da qualche anno. Un Paese a sovranità limitata che usciva dalla prima fase del terrorismo di stato per immergersi in quello che sarebbe stato Il Movimento.

Leggendo i titoli che compongono questo disco ritroveremo i luoghi simbolo e i sentimenti di quel periodo: La fabbrica e Le strade vuote da una parte, L'angoscia, L'oppressione e La noia dall'altra. La musica elaborata dalla Casa, un misto di sperimentazione, jazz industriale ed espressionismo, dipinge perfettamente i quadri che i titoli suggeriscono. L'autrice dimostra non solo talento, ma anche una grande empatia verso i problemi del tempo, cosa che conferisce ad ogni brano una dignità speciale.

Mi ha sempre impressionato il fatto che il lavoro si concluda con il brano Dittatura, quasi a volerla suggerire come l'inevitabile destino di ogni Società Malata..

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Riassunto del Bot

Società Malata di Daniela Casa è un album del 1975 che unisce jazz sperimentale e impegno sociale. Il disco evoca le tensioni italiane degli anni '70 tramite atmosfere cariche di angoscia e oppressione. L'autrice mostra empatia e talento, offrendo un racconto musicale intenso e poetico. Il finale con 'Dittatura' sottolinea il messaggio forte del lavoro.

Tracce

01   Ignoto (03:51)

02   Strade Vuote (03:05)

03   Pericolo (03:10)

04   Angoscia (02:42)

05   Fabbrica (02:40)

06   Oppressione (02:47)

07   Esodo (03:11)

08   Vizio (03:25)

09   Occultismo (03:05)

10   Noia (03:07)

11   Dittatura (03:25)

Daniela Casa


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