Probabilmente poco conosciuto in Italia – e appesantito dall’insipido titolo italiano Piccoli omicidi tra amici – Shallow Grave, il primo importante lungometraggio Danny Boyle, nel 1995 fu un grande successo commerciale nel Regno Unito, diventando il film britannico di maggior incasso dell’anno.
Un’opera ruvida e ad alto tasso di energia, vanta un trio di giovani attori: Ewan McGregor (Alex), Christopher Eccleston (David) e Kerry Fox (Juliet). Dei tre, solo McGregor era destinato a una fama internazionale, anche grazie al successivo e dirompente lavoro di Boyle, Trainspotting. Eppure Shallow Grave presenta già diversi tratti distintivi del regista: una colonna sonora travolgente, una regia dalle riprese frenetiche, scenografie iper-stilizzate e protagonisti inquietanti e volutamente sgradevoli.
Alex, David e Juliet sono tre yuppie di Edimburgo che condividono un grande appartamento di design. Stanno intervistando aspiranti coinquilini per affittare la stanza libera e, fin dall’inizio, vengono presentati come infantili, cinici e cattivi. Alla fine scelgono Hugo che – nonostante le apparenze “cool” – si rivelerà la peggiore scelta possibile. Poco dopo essersi trasferito, Hugo viene trovato morto per un’apparente overdose, accanto a una valigia piena di soldi.
La scoperta scuote le fragili basi dell’amicizia tra i tre. Alex e Juliet sono ansiosi di tenersi il denaro e sbarazzarsi del corpo, mentre David si oppone – ma due contro uno hanno la meglio e sarà proprio David a pagare il prezzo psicologico più alto per quella decisione. La storia precipita rapidamente nella paranoia e nella violenza, mentre i compari di Hugo e la polizia si avvicinano, e la vita nel bell’appartamento si trasforma in un incubo claustrofobico.
Ciò che rende questo film meno riuscito di Trainspotting è soprattutto lo sfacciato egoismo dei suoi protagonisti, oltre ad una svolta narrativa poco plausibile. Mentre i tossici di Trainspotting compiono scelte autodistruttive ma mostrano anche lampi di vulnerabilità e fragilità umana, gli yuppie, già delineati come egoisti e sprezzanti, sembrano mossi soltanto dall’avidità e dal desiderio di ingannarsi a vicenda; la loro sorte non suscita un reale coinvolgimento emotivo. Inoltre, l'evento scatenante del film è veramente pretestuoso e poco convincente: Hugo muore per overdose e nulla impedirebbe di chiamare la polizia e tenersi i soldi, evitando il caos successivo.
La produzione, a corto di fondi, dovette persino vendere i mobili del set per completare le riprese in soli 30 giorni. Eppure, il grande successo del film fornì lo slancio iniziale e i finanziamenti per il progetto successivo di Boyle, il fenomeno internazionale Trainspotting. Guardare Shallow Grave - disponibile su RaiPlay, anche in lingua originale - è quindi un’occasione per scoprire le radici di quel successo.