Siamo nel 1986 e i Dark Angel, dopo il buonissimo esordio con "We Have Arrived" sfornano il loro secondo lavoro, quella potenza che corrisponde a "Darkness Descends", con il quale si confermano come una delle migliori band Thrash della scena.
Bisogna dire già da subito che qualcosa è cambiato, difatti alla sezione ritmica il bassista Rob Yahn e il batterista Jack Schwarz (ritenuti troppo scarsini per riuscire a sostenere i riffs di chitarra) vengono sostituiti da Mike Gonzalez e (udite e udite) Gene Hoglan, che in futuro sarà più noto per essere entrato nei grandissimi Death ai servigi del grandissimo Chuck Schuldiner.
Detto questo possiamo procedere con un'accurata analisi dei brani: si parte con la title track e gia è capolavoro. "Darkness Descends", con la sua furia e il suo devastante ritornello, ci trascina in un tornado da cui sarà impossibile uscire, e la successiva "The Buring Of Sodom" ne è la certezza e con la quale i Dark Angel cominciano a distinguersi per i loro testi che parlano delle perversioni subite sopratutto da Gene. Lo stesso si può dire per la successiva "Hunger Of The Undead", classico brano schiacciasassi che merita di essere citato come tutte le altre tracks.
Arrivati a questo punto non possiamo che soffermarci sulla traccia n°4... un monolitico giro di basso a cui si aggiungono le chitarre ed una batteria assatanate, per non parlare degli acuti di voce: "Merciless Death" è proprio una delle più grandi canzoni Thrash di tutti i tempi e che l'angelo oscuro giustamente ha ben pensato di riproporre anche su questo cd (con Hoglan la differenza si sente eccome!), ma i capolavori non finiscono qui, dato che in "Death Is Certain (Life Is Not)" troviamo una canzone meno sostenuta delle altre ma da sempre considerata come una delle migliori della band californiana.
Ormai siamo arrivati alla fine, ma non calano i ritmi, e i Dark Angel fanno vedere tutte le loro doti nella penultima "Black Prophecies" dove per otto minuti la band mostra le abilità tecniche di ogni componente, e come ciliegina sulla torta il disco si conclude con la mastodontica "Perish In Flames", anch'essa una grandissima canzone che serve per chiudere in bellezza un grande lavoro.
Da ricordare è il grande lavoro fatto dalla band, da Don Dotoy (che però preferivo nel precedente disco), alla coppia Jim Durkin - Eric Meyer con le loro graffianti chitarre, fino ad arrivare alle nuove reclute Mike Gonzalez e Gene Hoglan, che da qui in poi sarà considerato come uno dei migliori batteristi metal di sempre.
Onore dunque ai Dark Angel, capaci di creare un grandissimo album che sicuramente i Thrashers incalliti devono fare loro.