Il nuovo lavoro dei Dark Tranquillity era molto atteso. Anticipato da una raccolta di rarità e dall'EP "Lost To Apathy", era davvero atteso da tutti. Da tutti, ma non da me. Non sono mai stato un grande fan dell'oscura tranquillità, nonostante mi siano sempre piaciuti ed abbia sempre riconosciuto il grande valore artistico di album come "The Gallery" e "Damage Done". Ma come comportarmi nei confronti del nuovo album proprio non lo sapevo e ogni tanto faceva capolino in me quell'idea tremenda del tipo "avranno esaurito le idee?". Ho sempre aspettato da loro un'album che sapesse emozionarmi in maniera davvero completa, ma sentivo dentro in me una strana sensazione, un brutto presentimento che mi faceva salire sospetti del tipo: sarà un delusione. Solo quando un mio amico lo comprò e insieme in macchina (dopo aver dato un'occhiata al curatissimo booklet che riassume splendidamente il concept del disco) ce lo siamo ascoltato a tutto volume ho potuto affermare che questo mio fantomatico sesto senso non era nient'altro che una grandissima stronzata.
Finalmente i Dark Tranquillity hanno composto quell'album in grado di farmi esaltare dall'inizio alla fine, donando un'ennesima dimostrazione di classe e talento: undici tracce spettacolari che si incastrano nelle strutture di un melodicissmo death metal svedese, come da sempre la band di Stanne ci ha abituato. Questa volta però qualcosa è cambiato: non c'è più la ricercatezza melodica del passato, bensì pura aggressività, senza traccia alcuna di clean vocals, con un'oscurità di fondo come non si era mai vista prima, incentivata dal continuo graffiare di distorsioni siderali (ai limiti dell'industrial), dove la melodia è dettata da un subdolo uso dell'elettronica e soprattutto da fenomenali tastiere, mai come ora presenti ed incastonate con il resto degli strumenti. Canzoni come l'opener "The New Build" o "Lost To Apathy" non si dimenticano facilmente e sono la dimostrazione che i Dark Tranquillity non solo non hanno perso il colpo ma sono tornati più forti di prima. Riff serrati e potenti, tastiere che fanno emozionare, cadenzatezza pichedelica, colpi di batteria secchi e veloci, atmosfera futuristica e tanto, tanto amore per il death melodico, quello stesso death melodico che loro stessi hanno contribuito a creare e diffondere con passione. Bentornati.