Copertina di David Bowie Blackstar
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Per appassionati di david bowie, amanti del rock e della cultura pop, studiosi di musica e simbolismo, ascoltatori in cerca di opere concettuali.
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LA RECENSIONE

★.

D.B. fu uno dei più grandi artisti della storia della cultura pop (la musica è solo una piccola parte dell'insieme); riuscì nel miracolo di rendere la propria morte un'opera d'arte fruibile a diversi livelli da chiunque, facendo della canzone rock un percorso iniziatico.
Utilizzò il formato precario dell'uscita discografica come stele vinilica su cui incidere, in un macrosistema mosaico comprendente immagini di promozione commerciale (foto e video, dettagli d'abito, opzioni di palette, environment visuale, cromatismo grafico, collegamenti ipertestuali all'altrui), riferimenti autobiografici, autocitazioni, rapporti con media, mercato e pubblicità, percezione della propria presenza iconografica nell'immaginario del pubblico, un affresco imponente e superficiale (ricercatamente superficiale com'è il suggerimento) che si faceva ultimo lascito, primo vagito, della coscienza umana nell'era della riproducibilità tecnica.

"Black Star", la "Stella Nera", questo il titolo del suo ultimo disco uscito l'otto gennaio duemilasedici, due giorni prima della sua morte (dieci gennaio duemilasedici).

Sette brani. ★.

1. "Blackstar"
2. "'Tis a Pity She Was a Whore".
3. "Lazarus".
4. "Sue (Or in a Season of Crime)"
5. "Girl Loves Me".
6. "Dollar Days".
7. "I Can't Give Everything Away".

7: 4 (7/6/5/4 - Progressione nell'Immanenza Terrena) + 3 (3/2/1 - Trascendenza Escatologica).
Nell'alchimia l'unione di quattro, 4 ( - - - -) la Materia, 3 ( - - - ) lo Spirito: 7 della Completezza, il Cosmo, la Totalità.

7. e/o 1. ; 1. e/o 7.

La tracklist è bifronte, si dipana con la progressione numerica e/o semanticamente nel suo contrario: l'ultimo brano, 7. e/o 1., ("I Can't Give Everything Away", "Non Posso Rivelare Tutto") primo e ultimo stadio della volontà comunicativa, simulazione, nel fingimento ludico della canzone pop, rivolta all'ascoltatore che sta per intraprendere il percorso che si è appena concluso; il primo, 1. o 7., ("Blackstar", "Stella Nera") l'ultima mutazione in cui la forma umana trasfigura nel suo compimento generatore, il Sol Niger, termine/principio della contrapposizione degli opposti.

6. e/o 2. ; 2 e/o 6.

Avanzando (retrocedendo) al sesto brano "Dollar Days", "I Saldi" nella cultura anglosassone; 6. L'imperfezione della forma umana nell'equilibrio, la consapevolezza altra, il secondo grado, dell'Uomo-Artista: "I’m dying to / Push their backs against the grain / And fool them all again and again", ("Sto morendo dalla voglia di / Metterli di fronte all’inconsueto / E prendermi gioco di loro, ancora una volta / Ci sto provando") parabola buddista di provocazione fecondatrice. L'ente comunicativo nella composizione proclama la propria morte in atto.

5. e/o 3. ; 3 e/o 5.

Nel quinto passo, 5.e/o 3., 3 e/o 5., "Girl Loves Me", è ripercorsa la sua esperienza culturale. Il sound rievoca l'ultimo capitolo della Trilogia Berlinese ("Lodger", 1979). La lingua dei versi attinge dalla letteratura di Anthony Burgess ("Hunky Dory", 1971), di George Orwell ("Diamond Dogs", 1974), dal gergo della malavita ("The Man Who Sold the World", 1970). Il confondersi e fondersi dei poli sessuali, il viatico della vita criminale, temi che nel suo canzoniere trovarono spesso spazio. "Devotchka watch her garbles / Spatchko at the rozz-shop / Split a ded from his deng deng", ("La giovane donna guarda i propri testicoli / Dorme alla stazione di polizia / Ruba i soldi di un vecchio").

4.

Quarta, 4., è "Sue", una donna assassinata dall'amante. Sue è madre, amante, vittima. Sue genera da vergine, a proclamare la sua verginità una lapide: "Sue, you said you wanted writ "“Sue the virgin” on your stone / For your grave", ("Sue, hai detto che vuoi che sia scritto / “Sue, la vergine” sulla lapide della tua tomba"). Ancora "Why, too dark to speak the words? / For I know that you have a son / Oh, folly, Sue", ("Perché quelle parole sono così difficili da pronunciare? / Perché so che hai un figlio / Oh, follia, Sue!"). La musica si fa stratificazione elettronica ("Black Tie White Noise", 1993; "1. Outside", 1995 "Earthling", 1997) in un mondo parallelo, memore dell'identità terrena di cui il pronunciatore è medium estraneo: "Sue, I pushed you down beneath the weeds / Endless faith in hopeless deeds", ("Sue, ti ho spinta giù sotto le erbacce / Fede infinita in azioni disperate").

3. e/o 5. ; 5 e/o 3.

"Lazarus". Lazzaro, nella tradizione cristiana colui che resuscita, esperendo la transitorietà dall'essere al non essere, anche questa volta nel verso o all'inverso: l'ultima strofa è l'auspicio di un essere umano che invoca la liberazione dalla forma terrena, consapevole della propria individualità finita, "Oh, I’ll be free / Ain’t that just like me?" ("Io sarò libero / Non è una cosa da me?"), la prima strofa e conclusiva, nell'ottica oraborica del continuo principiare della fine, annuncia come l'opera di ascensione della morte in vita sia già stata compiuta, simbolicamente utilizzando il mito cristiano del regno dei cieli: "Look up here, I’m in Heaven" ("Guarda quassù, sono in paradiso"). Nel mezzo il verso che ricalca ritualmente la forma degli altri due, seconda strofa tra i due vertici inversi, denota il passaggio attraverso il dolore: "Look up here, man, I’m in danger", ("Guardami quassù, sono in pericolo").
Lazzaro è già rinato, sta già morendo, è già morto.

2. e/o 6 ; 6 e/o 2.

Il brano che anticipa, 2. e/o 6., 6. e/o 2., la fine (l'inizio), il palesarsi della Stella Nera, è una burla all'interno del (non)dramma dell'abbandono-nascita. Una parentesi di humour che ribadisce la valenza ludica dell'esito estetico ed esperienziale che l'artista ci sta proponendo. Un ricordo terreno di una coscienza già altrove, un ghigno sarcastico al ricordo di una delusione finita della realtà materiale che agli occhi dell'officiante non ha più il valore che poteva avere per un essere umano. Citando un antico dramma teatrale di John Ford, su un delitto passionale come fu-sarà nel disco la storia di Sue nella Stagione del Crimine."‘Tis my fate, I suppose / That was patrol / ‘Tis a pity she was a whore" ("E’ il mio destino, suppongo / Era solo un pattugliamento / Peccato che fosse una puttana").

1. e/o 7 ; 7. e/o 1.

I confini della Stella Nera sono tracciati, la sua forma può essere saggiata dai sensi, al suo centro il suggerimento immanente del segreto iniziatico è diventato un disco di musica pop; il viaggio appena concluso può avere inizio.

★.

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Riassunto del Bot

La recensione di 'Blackstar' di David Bowie celebra la trasformazione dell’artista in mito pop, analizzando profondamente i suoi sette brani. La morte qui diventa arte e percorso iniziatico, un'opera multidimensionale fatta di simbolismi, riferimenti letterari e alchemici, e una visione consapevolmente iconica della propria fine. L’album viene dipinto come testamento, in bilico tra comunicazione e mistero.

Tracce

01   Blackstar (09:57)

02   'Tis A Pity She Was A Whore (04:52)

03   Lazarus (06:22)

04   Sue (Or In A Season Of Crime) (04:40)

05   Girl Loves Me (04:51)

06   Dollar Days (04:44)

07   I Can't Give Everything Away (05:47)

08   Blackstar (09:59)

David Bowie

David Bowie (David Robert Jones, 1947–2016) è stato un cantante, autore e attore britannico noto per le continue reinvenzioni artistiche, il ruolo centrale nel glam rock e per la trilogia berlinese. Carriera attiva dagli anni '60 fino al 2016.
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