David Lynch
Lost Highway

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Qualcuno l’ha chiamata The Art of the Ridiculous Sublime. Per me la faccenda è più semplice: è un trucco bituminoso, vischioso. Come sbucciare un’arancia e ritrovarsi in mano una mela — o un orologio — o un buco nero.

La tranquilla cittadina americana, le famigliole che vivono placidamente. Ma qualcosa si screpola, marcisce, incespica. Avete presente l’orecchio nel prato verde?

Silenzi assordanti e qualche ridondanza: cortocircuiti, elettricità, fuochi, drappi rossi, telecamere. Atmosfere sospese. Avete presente Audrey che balla, ciondola davanti al juke-box?

La sala buia è un teatrino d’ombre: insonni notturni, carrellate in strade perdute, deserti, sudate, dramatis personae stranianti. Un noir in piena regola. La musica di Reznor [N.I.N.], e quel Bowie. Ecco, basta quello per ficcarti in fondo a quel torpore con tutte le scarpe. Il dragaggio del fondo melmoso, la pesca in acque torbide di Lynch sta tutta qui.

Appena uscito dal cinema, domenica 22 gennaio 2023. Notte fonda, fuori fa freddo.

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