Copertina di David Slade Hard Candy
NickGhostDrake

• Voto:

Per appassionati di thriller psicologici, cinema indipendente, spettatori amanti di tensione e colpi di scena forti
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LA RECENSIONE

Hard Candy: composizione degli ingredienti.

Una spruzzata abbondante di "Misery" (L'idea)

Un uomo e una donna (quì più bambina che donna) sorreggono il film praticamente da soli: si contano solo cinque attori e due di loro non avranno neanche modo di dire una parola. Un film molto probabilmente costato meno di diecimila dollari. In "Misery" faceva brutta figura (come terzo incomodo) lo sceriffo del villaggio; quì per pochi istanti si intravede la scema del villaggio, ma nessuno dei due servirà a nulla.

Due cucchiai di "Funny Games" (L'ambientazione)

Le stanze (piuttosto fredde) di una casa. Girato in soli 18 giorni e con le scene in strettissimo ordine cronologico, "Hard Candy" esce poco dalle quattro mura. "Funny Games" sarà pure arrivato prima ma la regia quì è più serrata, i dialoghi secchi, brillanti: nessun attimo di riposo.

Mescolare bene e portare a 100 gradi.

"Hard Candy" è un termine utilizzato sul web per indicare una giovane ragazza col suo bel caratterino. Patrick Wilson, durante le riprese della castrazione, ebbe quasi un collasso e svenì per qualche istante (la scena in effetti risulta parecchio dura da digerire anche per palati tosti). Il regista, David Slade, l'avevo conosciuto come videoclipparo per gli Stone Temple Pilots. Sono contento per lui: ha indubbiamente migliorato le aspettative professionali.

Miglior film al festival internazionale della Catalogna (ma che roba è?); la qualità della pellicola supponeva speranze migliori. C'è persino una trama: Hayley, una ragazzina di 14 anni, incontra un affascinante e brillante uomo di 32 su internet. Immaginando sia un pedofilo, crede opportuno finire a casa di questo per torturarlo fino alla morte.

Tu, spettatore avido di continui sbalzi emozionali, ci andrai a nozze: partirai col tifare per la povera ragazzina indifesa, per poi prenderne sensibilmente le distanze quando sarà in procinto di staccargli le palle. E così via, fino alla fine, in un ping-pong di colpi di classe, tensione e terrore. Tre stelle e mezza, dunque, che salgono a quattro in virtù del più pirotecnico finale che sia stato girato negli ultimi anni del cinema. In definitiva un film di gran classe.

Dateci un occhio.

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Riassunto del Bot

Hard Candy è un thriller psicologico intenso e claustrofobico, con un cast ridotto e una regia serrata. La trama ruota attorno al confronto tra una ragazzina e un uomo adulto, esplorando tematiche forti e scomode. Il film sorprende per dialoghi brillanti e un finale estremamente potente, risultando un prodotto di gran classe nonostante il basso budget.

David Slade

David Slade è un regista britannico di cinema e TV. Esordisce al lungometraggio con Hard Candy (2005), dirige poi 30 Giorni di Buio (2007) e The Twilight Saga: Eclipse (2010). Per Black Mirror firma Metalhead (2017) e il film interattivo Bandersnatch (2018).
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