Copertina di Deadstring Brothers Silver Mountain
midrider

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Per appassionati di rock classico, fan dei rolling stones, ascoltatori di musica americana vintage, amanti di sonorità autentiche e strumenti tradizionali.
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LA RECENSIONE

DEADSTRING BROTHERS, Silver Mountain

Se amate il suono alcolico dei Rolling Stones, quello per intenderci che esce da dischi quali "Sticky Fingers" o "Exile", non farete fatica ad ad apprezzare il suono dei Deadstring Brothers, ovvero come se nulla fosse successo da quell'inizio degli anni '70.
Gli ingredienti ci sono tutti, chitarre, piano, voce e soprattutto pezzi molto convincenti, fatti per essere suonati mentre si macinano chilometri on the road. Loro vengono - sorpresa - dall'area di Detroit, che non è certo la principale culla per questo tipo di sound: eppure sono una di quelle piccole grandi gemme come vengono fuori solo dalla scena musicale Usa e per le quali vale la pana passare al setaccio anche tanta sabbia convenzionale e mainstream.

Il gruppo si basa su due voci portanti, quella femminile di Masha e quella di Kurt Marschke che si occupa anche di chitarre e strumenti a corda in genere. Gli altri membri sono Spencer Cullum, chitarre e lap steel, Jeff Cullum, basso, Travis Harret, batteria, Pat Kenneally, piano e organo.

Questo "Silver Mountain" uscito nel 2007 segue il loro primissimo ed ancora incerto eponimo del 2005 e lo scintillante "Starving Winter Report " dell'anno successivo ed è certamente il lavoro più compiuto della band con un alto livello qualitativo in cui spiccano la ritmata "Ain't No Hidin' Love", la bella "If You Want Me To", la slide contagiosa in "Rollin' Blues" e il ciondolante "Slow Down". Ovvio che i titoli dicano poco, ma sarà la loro musica che vi dirà molto dandogliene l'opportunità: se questo album fosse uscito dall'ugola di Mick Jagger e dalle dita di Keith Richards staremmo probabilmente gridando al miracolo.

Certamente avere una bussola che segna in modo così prepotente il nord in direzione Stones non può che essere considerato un limite ed è quindi lecito attendere per vedere quale direzione musicale prenderanno i nostri, se resteranno in quest'orbita sbiadendo inevitabilmente in copie sempre meno originali, oppure se riusciranno a crescere ancora all'interno di quella ricca tradizione che offre la musica a stelle e strisce. Ma queste sono delle elucubrazioni che si fanno prima di aver schiacciato play, o dopo aver tolto il dischetto.. molto dopo.

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Riassunto del Bot

Silver Mountain dei Deadstring Brothers è un album che riporta alla mente il sound alcolico e autentico dei Rolling Stones degli anni '70. La band di Detroit mescola chitarre, piano e voci in modo convincente, creando brani perfetti per chi ama viaggiare con la musica. Pur mostrando forti influenze, l'album si distingue per qualità e passione. Resta da vedere se riusciranno a evolversi mantenendo la ricca tradizione americana.

Tracce video

01   Ain't No Hidin' Love (04:10)

02   Heavy Load (03:29)

03   If You Want Me To (04:33)

04   Queen of the Scene (04:13)

05   Tennessee Sure Enough (03:24)

06   Silver Mountain (05:09)

07   Some Kind of User (04:18)

08   You Look Like the Devil (03:32)

09   Slow Down (04:22)

10   Rollin' Blues (03:43)

11   The Light Shines Within (03:40)

Deadstring Brothers

Band americana con forte influenza dal rock classico. Nel gruppo convivono due voci principali, Masha e Kurt Marschke; altri membri citati nella recensione includono Spencer Cullum, Jeff Cullum, Travis Harret e Pat Kenneally. Album menzionati: debutto eponimo (2005), Starving Winter Report (2006) e Silver Mountain (2007).
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