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Death
Vivus!

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Clangori infernali, assalto e tempesta, una tachicardia sconquassa l'anima. Chiuso in una gabbia di acciaio e plastica proiettata ad alta velocità sul catrame, scruto un orizzonte giallognolo e giro la manopola del volume verso destra. La ferocia mi costruisce muraglioni intorno, mi avviluppa. Clangori che sembrano infernali, un crogiolo che il mio cuore - dimentico di tutto ciò - non crede di poter sopportare. Un dolore, come una precognizione di morte per acqua, aghi che flagellano i polmoni, da dentro. Senza ossigeno vago erratico in cerca di una salvezza, mi sento mancare, so di non poter sopportare l'assalto. Pochi secondi di folgorazione e le membra si arrendono, si prostrano alla bestia che sta divorando l'aria intorno.

Eppure, c'era un tempo in cui questo mi consolava. Una gioia atroce, un piacere masochistico che non avrebbe potuto essere più cogente e sincero. Quando l'ossigeno della vita, quella vita che per gli altri è normale, ti brucia nei polmoni come lingue d'inferno, questa tempesta di schegge affilate arriva come un lavacro di salvezza. È la vita, che ha reso necessario tutto questo. È la vita, che reclama una violenza d'arte per esorcizzare la brutalità vera, quella di ogni giorno, le lacrime che sono l'estuario del dolore umano. Una musica che stride di anatemi, voci che eruttano stregonerie. Tutto ciò non è gratuito, non è una divagazione estetica. È l'albero cresciuto abnorme da radici di sofferenza giovanile, fibre di malessere che si sono ingrossate fino a realizzare una fortezza impenetrabile e urticante.

Un grido acuminato innalza pareti intorno, fortifica e cristallizza i nostri cuori in quella torsione disperata. Ognuno ha la sua, non serve entrare nel merito. Animi fragili, traumatizzati, spauriti, trovano consolazione, una dolcezza inspiegabile nelle asperità parossistiche di questo magma massimalista. Un assalto che tempra e ferisce l'epidermide, che strangola e fortifica il pensiero, la capacità di sopportare e capire, uno sforzo che è come esplorare abissi incandescenti, in un'apnea senza tregua.

Avevo bisogno di tutto questo perché non ero felice. Sinfonie dell'inferno come miele per il cuore strangolato da tentacoli di spine. Solo ora, che il veleno è colato via dalle membra, posso comprendere davvero la forma, mostruosa e abbagliante nella sua bellezza, di tutto questo sferragliare. Ora la vedo, perché non ne ho più bisogno.

Commenti (Nove)

Falloppio
Falloppio
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Mi sono appena svegliato, puoi abbassare sto stereo....???


joe strummer: Ahahah giammai!
Falloppio: Ieri ho fatto girare un paio di volte i Celtic Frost giusto per rilassarmi.
Dr.Adder
Dr.Adder
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Magistrale eh? Posizione del loto e ascolto attivo, forse...


Elfo Cattivone
Elfo Cattivone
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A me i Death non hanno mai fatto quest'effetto. C'è un che di saggio nella musica di Chuck.


joe strummer: Forse non hai letto bene
joe strummer: Ci sono due sensazioni contrapposte che convivono... Intimamente legate alle emozioni della nostra vita
Elfo Cattivone: Appunto, a me non hanno mai fatto questo effetto.
IlConte
IlConte
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Non son sicuro di aver capito bene ...
Butto lì un periodo difficile con mille e passa sensazioni/emozioni

Non butto lì che io non ho mai vissuto un giorno veramente sereno e felice, ma nemmeno normale per dire... probabilmente, anzi sicuramente deve essere così, ma non è “facilissimo”...

Se ascolto i death penso di rischiare grosso (non sto a spiegarti che facciamo notte)

Un abbraccio


joe strummer: Mi sono espresso in modo un po' contorto ma ho scritto di notte e volevo una pagina intensa e difficile.

Il concetto "for dummies" è che dopo mesi ho riascoltato i Death e mi sono accorto di quanto sia massimalista violento e graffiante il suono. Mi sono venute le vertigini, poi ho ripensato a quando ventenne (ma anche dopo) li ascoltavo sempre e ho capito che quella violenza artistica era un modo per esorcizzare una certa sofferenza quotidiana del vivere. Ora invece sto bene come persona e mi accorgo di quanto sia "infernale" questa musica. Abbraccione
joe strummer: esorcizzare e anestetizzare il dolore
IlConte: Stai bene?! Che (s)fortuna!!!
Ahahahahahahah
Onirico
Onirico
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I death li reggo solo a piccole dosi, veramente tra i piu' cattivi di sempre.


joe strummer: La voce è tosta di digerire, vero. Mi iniziarono da ragazzino ma in un primo momento rifiutai
Onirico: Io ricordo una cover di Painkiller che in confronto la versione dei Judas Priest sembrava uscita dallo zecchino d'oro...
joe strummer: ahaha sì sì la ricordo anch'io
macaco
macaco
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Condivido quello che hai voluto trasmettere e non posso non pensare al nostro amico @[De...Marga...] che deve smaltire tali atrocitá uditive in acido lattico con kilometri di visioni celestial-montagnose.


macaco: Il voto all´opera non l´ho messo io...
lector
lector
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Hai una personalità schizofrenica...non te lo hanno mai detto?


joe strummer: Odio essere bipolare... è meraviglioso!
Marco Orsi
Marco Orsi
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Ottima rece. Il live in questione mai sentito.


joe strummer: E' una raccolta di classici tipo Eindhoven
dsalva
dsalva
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Mai sentiti, ma passo per il 5 alla rece


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