Copertina di Death Vivus!
joe strummer

• Voto:

Per appassionati di metal estremo,fan del death metal classico,ascoltatori di musica live intensa,amanti della musica emozionale e potente,collezionisti di album storici di metal,giovani in cerca di musica catartica,appassionati di narrazioni sonore profonde
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LA RECENSIONE

Clangori infernali, assalto e tempesta, una tachicardia sconquassa l'anima. Chiuso in una gabbia di acciaio e plastica proiettata ad alta velocità sul catrame, scruto un orizzonte giallognolo e giro la manopola del volume verso destra. La ferocia mi costruisce muraglioni intorno, mi avviluppa. Clangori che sembrano infernali, un crogiolo che il mio cuore - dimentico di tutto ciò - non crede di poter sopportare. Un dolore, come una precognizione di morte per acqua, aghi che flagellano i polmoni, da dentro. Senza ossigeno vago erratico in cerca di una salvezza, mi sento mancare, so di non poter sopportare l'assalto. Pochi secondi di folgorazione e le membra si arrendono, si prostrano alla bestia che sta divorando l'aria intorno.

Eppure, c'era un tempo in cui questo mi consolava. Una gioia atroce, un piacere masochistico che non avrebbe potuto essere più cogente e sincero. Quando l'ossigeno della vita, quella vita che per gli altri è normale, ti brucia nei polmoni come lingue d'inferno, questa tempesta di schegge affilate arriva come un lavacro di salvezza. È la vita, che ha reso necessario tutto questo. È la vita, che reclama una violenza d'arte per esorcizzare la brutalità vera, quella di ogni giorno, le lacrime che sono l'estuario del dolore umano. Una musica che stride di anatemi, voci che eruttano stregonerie. Tutto ciò non è gratuito, non è una divagazione estetica. È l'albero cresciuto abnorme da radici di sofferenza giovanile, fibre di malessere che si sono ingrossate fino a realizzare una fortezza impenetrabile e urticante.

Un grido acuminato innalza pareti intorno, fortifica e cristallizza i nostri cuori in quella torsione disperata. Ognuno ha la sua, non serve entrare nel merito. Animi fragili, traumatizzati, spauriti, trovano consolazione, una dolcezza inspiegabile nelle asperità parossistiche di questo magma massimalista. Un assalto che tempra e ferisce l'epidermide, che strangola e fortifica il pensiero, la capacità di sopportare e capire, uno sforzo che è come esplorare abissi incandescenti, in un'apnea senza tregua.

Avevo bisogno di tutto questo perché non ero felice. Sinfonie dell'inferno come miele per il cuore strangolato da tentacoli di spine. Solo ora, che il veleno è colato via dalle membra, posso comprendere davvero la forma, mostruosa e abbagliante nella sua bellezza, di tutto questo sferragliare. Ora la vedo, perché non ne ho più bisogno.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive Vivus! di Death come un'esperienza sonora intensa e travolgente, capace di trasmettere dolore e bellezza attraverso una musica feroce. L'album live è celebrato per la sua profondità emotiva e la capacità di esorcizzare le sensazioni più dure della vita quotidiana con un assalto sonoro massimalista. È un'opera che sia consola sia tempra chi la ascolta, trasformando il dolore in forza artistica.

Tracce

01   Spirit Crusher (06:26)

02   Empty Words (07:03)

03   Pull the Plug (06:22)

04   Flattening of Emotions (04:26)

05   The Philosopher (03:40)

06   Symbolic (06:16)

07   Trapped in a Corner (04:25)

08   Flesh and the Power It Holds (08:01)

09   Spirit Crusher (06:55)

10   Pull the Plug (05:20)

11   Flesh and the Power It Holds (08:40)

12   Trapped in a Corner (04:39)

13   Zombie Ritual (04:41)

14   The Philosopher (04:21)

15   Zero Tolerance (05:00)

16   Zero Tolerance (04:50)

17   Suicide Machine (04:14)

18   Scavenger of Human Sorrow (06:39)

19   Crystal Mountain (04:47)

20   Together as One (04:04)

21   Suicide Machine (04:19)

22   Crystal Mountain (05:01)

23   Lack of Comprehension (03:46)

24   Together as One (04:11)

Death

I Death sono considerati i fondatori del death metal, guidati da Chuck Schuldiner. Hanno rivoluzionato il genere portando tecnica, testi profondi e una costante evoluzione verso il progressive, influenzando in modo indelebile la scena metal mondiale.
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