Un po' per tutta la rete si leggono recensioni (italiane) leggermente schifate su questo ultimo lavoro dei Deerhunter.
Il solito campionario di banalità: non son più quelli di una volta, quanto era meglio Cryptograms, son diventati troppo morbidi e via dicendo con le solite noiose lamentele. Cryptograms era un bel disco. Se volete ascoltare quello mettete su quello!
La qualità di questa nuova (doppia) uscita, dicevamo: ne uscissero di più di dischi così! Forse il panorama musicale sarebbe meno triste. Ce ne fossero di bands come i Deerhunter.
Le verità che emergono alla luce di questi due dischi sono:
Se lo shoegazing nasceva come genere un po' cupo, incentrato com'era sull'introspezione, il ripiegarsi su stesso, la particolare rilettura di Cox sembra vederlo più come un aprirsi verso il mondo, un offrirsi e un offrirci il suo particolare mondo interiore filtrato attraverso i suoi gusti musicali. Ciò spiega anche la straordinaria prolificità.
I due dischi sono molto diversi l'uno dall'altro, Microcastle più orientato sulla forma canzone, Weird Era... che scava più sui suoni. Però sono tutti e due belli. Perché Microcastle ha belle canzoni (sentite "Nothing Ever Happens...") e Weird Era...ha bei suoni. Forse si può preferire più l'uno la mattina e l'altro la sera, più uno in autunno e l'altro in primavera. O viceversa. Ma insomma, sono due opere compiute, dotate di senso che ci offrono l'immagine di un artista in un periodo di grande creatività.