Copertina di Defiance Product Of Society
Francescobus

• Voto:

Per appassionati di thrash metal classico, fan della scena bay area, collezionisti di album metal anni '80 e neofiti interessati a scoprire nuove band thrash
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LA RECENSIONE

Questo quintetto statunitense di Thrash Metal esordisce nel 1989 con codesto album, prodotto da Jeff Waters, chitarrista e mente degli Annihilator (proprio in quell'anno debuttavano con "Alice In Hell).

Il Thrash proposto dai nostri è tipico della Bay Area di San Francisco, influenzato quindi da Exodus e Testament. Il suono però è meno compresso delle band sopracitate: sempre chitarre grattugiate ma un pò più pulite. Il cantante Ken Elkington ha un timbro di voce tipicamente americano che a me non dispiace, non al livello di Baloff (R.i.p) o Sousa, ma sempre meglio di Sean Killian dei Vio-Lence; tuttavia verso la fine del disco la voce stanca un pò. Alle due asce troviamo Jim Adams e Doug Harrington, che sono bravi sia in ritmica che nei solos, mentre il bassista Mike Kaufmann è un pò dietro le quinte, contrariamente al batterista Matt Van Der Ende che è preciso, veloce (non certo come Hoglan su "Darkness Descends", ad esempio) e va di continuo con la doppia cassa.

Dieci brani, con due strumentali: "The Aftermath", caratterizzata da un arpeggio di chitarre dal sapore medievale, e "Tribulation", che riassume le sonorità Speed dell'album. Anzi, mai titolo fu più azzeccato dato che lo faccio ascoltare a mia moglie, lavoratrice precaria, e lei mi conferma che è la perfetta colonna sonora delle sue peripezie col precariato. Gli altri brani sono molto simili tra loro, con doppia cassa sempre in azione, assoli melodici e non esagitati come quelli di Hanneman-King e qualche intro un pò d'atmosfera tipo quello di "Forgotten" (che mi ricorda "Open The Grave" degli Heathen da "Breaking The Silence", credo) e "Insomnia". Preferisco i due pezzi iniziali: "The Fault" e "Death Machine", mi colpiscono più degli altri. Quello che però non porta il disco al livello di altre uscite della Bay Area è il songwriting. In questo album non troviamo una canzone killer come "Angel of Death" o "Master Of Puppets", ma una serie di canzoni molto simili e ben suonate, che quindi scorrono via bene, ma non fanno gridare al capolavoro.

A me 'sti Defiance stanno simpatici un casino ho visitato il loro sito e si possono scaricare gratuitamente i loro tre album ed anche le canzoni demo di altre band, formate dai membri del gruppo dopo lo split (avvenuto nel 1993, credo). Per finire una curiosità: nei due album successivi a questo canterà Steev Esquivel, futuro fondatore degli Skinlab, che però non mi dice granchè come vocalist. Questa è la mia prima recensione, spero che sia almeno decente.

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Riassunto del Bot

Questo album di debutto del quintetto thrash metal Defiance del 1989 riflette le influenze della Bay Area con un suono meno compresso e chitarre più pulite. La voce di Ken Elkington è gradevole anche se tende a stancare, mentre gli strumenti mostrano tecnica e precisione. Sebbene manchi un pezzo di grande impatto, i brani scorrono fluidi e ben suonati. Nel complesso un lavoro solido e genuino, con curiosità interessanti sulla band e le successive evoluzioni.

Tracce

01   The Fault (03:11)

02   Death Machine (03:57)

03   Product of Society (03:27)

04   Forgotten (03:46)

05   Lock Jaw (03:44)

06   Insomnia (03:59)

07   Deadly Intentions (02:56)

08   Aftermath (01:29)

09   Tribulation (05:07)

10   Hypothermia (05:19)

Defiance

Defiance sono una band thrash metal di Oakland, parte della scena Bay Area. Hanno pubblicato Product of Society (1989), Void Terra Firma (1990), Beyond Recognition (1992) e, dopo la reunion, The Prophecy (2009). Tra i membri storici: Jim Adams, Doug Harrington (R.I.P.), Mike Kaufmann, Matt Vander Ende, con i vocalist Ken Elkinton e Steev Esquivel.
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