Ci danno il benvenuto nel loro mondo i Kyuss; e lo fanno con un disco che porta agli estremi il discorso aperto con il precedente lavoro. Un muro di chitarra che si è fatto ancora più saturo, ribassato, esplodendo fin da subito nell'apocalittica "Gardenia", brano dalle movenze mastodontiche: un lungo heavy-fuzz-psichedelico che viene replicato dalla successiva "Asteroid"; si respira, finalmente, con l'evocativa e mistica "Space Cadet", dalle inattese, profonde aperture melodiche...MOTHERFUCKER..
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