Comincia l'avventura.... di più
Devo dire che ascolto sempre solo il primo disco, che però è fenomenale. di più
Per me un capolavoro. Geniale. di più
Un disco piacevole, poco Floyd però. di più
A me piace quasi quanto the wall. di più
Disco poco compreso, non di facilissimo ascolto, cupo con un sound diversissimo dagli altri ma affascinante. di più
Opera. Uno dei mie primi dischi ascoltati ho cominciato a sentirlo nel 1985 e lo ascolto ancora oggi almeno cinque sei volte l'anno. di più
Un disco perfetto sotto tutti i punti di vista: emozione, perfezione del suono (ma è stato davvero registrato nel 1973....), innovazione. Le sue note restano incise a fuoco nella pelle per tutta la vita. di più
Peccato che il destino non abbia concesso una seconda possibilità alla formazione che ha realizzato questo album. Il livello medio dei pezzi è secondo me inferiore all'album precedente (da qui il mio 4), ma il nuovo chitarrista aveva idee niente male (es. 'Slow Motion'), e le poche cose live disponibili su web mi fanno dire che è un peccato sia durata così poco (la formazione). di più
Gruppo psichedelico giapponese, molto "rumoreggiante". Da provare. di più
Semplicemente apocalittici, ti violentano la mente. "Die Zeichnungen Des Patienten O.T" è l'album più disturbante e alienante che io abbia ascoltato fino ad'ora. di più
Diciamo che con questi non ci ho neanche provato seriamente. Il fatto è che non vorrei essere beccato da uno sconosciuto ad ascoltarli, non voglio passare come un fan de sti tizi. Il mio è un non-voto. di più
Fondamentale per i bassisti di più
Della serie, bella serie! di più
Non ho la competenza per definire bene questo disco: post punk melodico il genere?! Beh,q uello che so è che uno spettacolo; non conosceva la band e ora Crocodiles sta benissimo nella mia collezione. di più
Questo è soul! Un disco cantato divinamente, arrangiato con classe e che ti fa star bene ogni volta che lo ascolti rigorosamente dall'inizio alla fine. di più
La maggior parte delle sue composizioni acustiche vantano pochissima inventiva; ha attinto a mani basse dai maestri del folk inglese come Bert Jansch o Davey Graham (e stendiamo un velo pietoso su "Poor Tom", praticamente identica a "Sunflower River Blues" di John Fahey). Essendo io stesso un grande estimatore dei chitarristi acustici sia inglesi che americani degli anni Sessanta, il caro Page non può fare a meno di starmi sulle palle. Mi dispiace. di più