C'è stato un periodo nel quale dal vivo suonava Aqualung dei jethro ... ma forse era un periodo peggiore ... qualche bel testo su canzoni di cacca, noioso, ecco. di più
Dalla vecchia fattoria di zio Tobia ai pali da lap-dance... quanta strada ha fatto, questa ragazza! Quante vie ha battuto! Quanto ha BATTUTO, in generale! di più
Cominciamo dal pazzesco insieme di musicisti che ci suonano? Dall'interpretazione di Gabriel? Dal valore proprio dei pezzi? Non è importante da dove si comincia, uno dei capolavori della musica anni '80. Da Intruder a Family Snapshot a Games Without Frontiers a Biko un disco incredibile. di più
Con "Emozioni" Battisti da inizio ad una storia trentennale dopo la quale la canzone italiana non sarà più la stessa. Poi Fiori di rosa, fiori di pesco. Il tempo di morire. Mamma mia. di più
Ah che discone. Elettronica e Folk si incrociano nel primo disco di Panella a formare quello che è forse, con Anima Latina, il capolavoro assoluto di Battisti. Qui i grandi brani abbondano, Madre Pennuta, Il Diluvio, Don Giovanni, Equivoci Amici, Il doppio gioco. di più
Leggendaria, stupenda e indimenticabile la canzone che dà il titolo all'album. La luce dell'est, Vento nel vento, Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi non fanno che confermare il valore di un disco bellissimo. di più
Splendida Alice, splendida i Musicanti, splendida Le strade di lei. Ma per me il capolavoro è il brano che chiude il disco: "Saigon". di più
"e siamo pronti a qualsiasi cosa, pur di stare qua". Seppur la copia carbone della donna cannone, la title-track è clamorosa, uno degli apici del cantautore romano. Poi tante grandi interpretazioni e una track-list non banale, splendida "Pilota di guerra". di più
Townshend e compagni smettono i panni di ragazzini ribelli e inaugurano la serie dei loro capolavori con un disco bizzarro, quasi "zappiano". di più
Una sveltina. Disco di transizione, interessante ma non mi stupisce. di più
Che terremoto! Il quartetto inglese ridicolizza i Sex Pistols proponendo un punk che punk non è, visto l'immenso afflusso di generi quali il rock, il reggae, lo ska. Title Track, Guns Of Brixton, The Card Cheat le mie preferite, ma ognuna delle diciotto tracce è spettacolo. Chapeau. di più
E' un disco difficile, il primo Lp del cantautore australiano con i Seeds. Le canzoni sono sofferte e la voce di Cave strilla versi ora disperati, ora rassegnati accompagnato da una musica che avanza cupa e cadenzata. Forse il meglio del pathos si ha con la title track e con la lunga "A Box For Black Paul" di più
Un genio. di più
ma si chiama veramente Emmanuela con 2 M!? di più
Una stella e un quarto solo per la cover di Gaber e perché è meno spocchiosa. di più
Siamo di fronte ad un altro disco strepitoso, i testi in particolare tra i più ispirati. Vale quanto detto per "The Good Son", qui i miei brani preferiti sono "The Mercy Seat", "Mercy" e "Slowly Goes The Night", ma anche qui non si butta niente. Eroe. di più
Nella discografia di molti tra i più grandi artisti della storia questo disco avrebbe potuto essere il vertice tutto, ma nel caso di Cave la questione si fa spinosissima. In ogni caso la qualità di melodie, testi, interpretazione e tensione apocalittica è a livelli stratosferici e le canzoni sono tutte straordinarie. Preferenze personalissime per title-track, Ship Song e Lament. di più
Eh beh. Album che non si lascia dimenticare. Gli organetti "sixties" di Clint Boon e belle ritmiche post-punk - secche, tirate, a ricordar da vicino Julian Cope e i Teardrop Explodes. Ma qua eravamo a Manchester (Oldham, ad esser precisi) e non a Liverpool. La Ma(D)chester dei primi, grandi Stone Roses. Era il 1990. di più
Unici, la magia dello "sciamano" evocata dalle loro opere, The End per me un vero e proprio inno, il legame con la canzone poi mi spronò in parte quando scoprii la magia di Apolacypse Now, poi tanto altro, tempi che non abbiamo vissuto...peccato...Rip Ray/Jim, altri colossi di un universo musicale che non tornerà più di più
E' la lunga e riflessiva "Why Aye Man" ad aprire con le sue pacate note il terzo lavoro solista, escluse le tante collaborazioni e colonne sonore, di Mark Knopfler; un disco che ha come filo conduttore principale l'esecuzione di trame acustiche, con la chitarra dello scozzese sempre pronta a regalare quel tocco unico, morbido ed emozionante. Un lavoro sommesso, che rappresenta un viaggio a ritroso nel tempo nell'America rurale, sprigionando un fascino dal sapore antico, saggio...Bucolico... di più