rock allo stato puro... di più
Un po' sopravvalutato. Però qualcosa di buono l'ha fatto pure lui ("Neo Geo"). di più
Dopo la fine traumatica degli Husker Du Bob Mould si prende una pausa riflessiva, che viene interrotta dopo due anni dal suo esordio solista. Un disco dove volutamente si stacca la spina, con un sound lontanissimo dall'imponenza del suo primo indimenticabile gruppo; un rock a tratti in tono minore, con accenni pop e folk che avvicinano Bob al cantautorato a stelle e strisce del periodo; un album che segna l'inizio di una carriera altalenante, fra opere splendide ed imbarazzanti cadute. di più
Motore infaticabile prima negli At The Drive In, poi nei The Mars Volta, infine in una miriade di opere soliste dove si evidenzia tutto il suo talento: un impazzito incrocio tra Hendrix, è infatti mancino come il chitarrista di Seattle, in acido che ha scoperto Santana...Produttivo... di più
Sarà pure una lagna ma non gli potete dare 1 stella maremma puttana! di più
Musicisti della Madonna. di più
E' impossibile non amare quest'uomo; ha rappresentato lo spirito libero negli Husker Du, con quel suo atteggiamento ribelle: un figlio dei fiori dell'hardcore-punk...Ho sempre trovato geniale il modo di suonare la batteria, e picchiava giù duro, in perfetta simbiosi con il suo canto..."Never Talking To You Again"... di più
E' l'ultimo disco quello in uscita nel 1998 sotto l'immortale sigla DEATH; non ci sarà seguito per Chuck, il quale verrà dopo pochi mesi colpito da un tumore che nel Dicembre del 2001 lo porterà al trapasso. Ci resta un album splendido: un ulteriore sviluppo della perfezione sonora raggiunta con "Symbolic". Il suono della perseveranza, titolava profeticamente il ragazzo della Florida; una serie di canzoni che superano le barriere del Death Progressive, elevandosi verso l'infinito, e l'eternità.. di più
Eleganti, lisergici, a tratti geniali..Ma non mi prendono eccessivamente, mi suonano ridondanti e alla lunga stucchevoli.. di più
Nonostante una carriera solista caratterizzata da alcune cadute di stile, non riesco a dare meno di cinque stelle a Bob...Gli Husker Du restano uno dei gruppi più importanti e rappresentativi degli anni ottanta..."Something I Learned Today"...Per sempre. di più
Non sembra avere fine la crescita stilistica e musicale dei Carcass, giunti con "Heartwork" al loro quarto album pubblicato nel 1993; un Death Metal che vuole, riuscendoci, inglobare quella forma melodica che caratterizza molti brani del disco, grazie ad un pregevole lavoro della coppia Steer/Amott alle chitarre. Un chirurgico e fine lavoro di chitarra, con una serie di riff dove la matrice Heavy prende forma, costruendo un disco che sarà un riferimento per decine di gruppi. "Death Certificate". di più
Assolutamente fondamentali. Poi, questo giochino del "dài addosso al mostro sacro" non mi piace a prescindere. Sono stati formidabili, che piacciano o meno. di più
Cervellotico e paranoico, ma perno di una delle più grandi Rock Band di sempre. Mente eccelsa, paroliere eccezionale e musicista notevole. E, fanculo i detrattori, a me piace un casino anche The Final Cut. Un gigante, il Ruggero Acque. di più
Tra più grandi sassofonisti di sempre in ambito Rock, senza di lui i Van Der Graaf Generator non avrebbero mai avuto quel suono così profondo, cupo e drammatico tipico della loro musica. Musicista eccelso, anche alla corte di parecchi capolavori solisti del suo fido compagno Hammill nonché membro fondamentale del gruppo spalla di Alan Sorrenti nei primi anni settanta (suona nel Vecchio Incensiere, tra l'altro). Chapeau. di più
boh. di più
Quando devo associare la ripetitività di un suono distorsivo che sembra mai finire, abbinato ad un senso gigantesco di ipnosi sensitiva destabilizzante, mi basta pronunciare il nome dei L O O P....Mantrici.... di più
Sono stati tra i fondatori del Death Metal europeo, grazie all'esordio "Left Hand Path" che conteneva tutte quelle caratteristiche "brutalmente meravigliose" del genere, con in aggiunta un suono crushing, malsano, opprimente che rendeva unico il disco...Ferali... di più
Prima nei Genesis, poi a proseguire con una carriera solista dove ha varcato le soglie dell'immortalità in Musica. Un Maestro, uno dei pochi...Basilare... di più
Ho da sempre considerato questo "Live At The BBC" come una sorta di album "garage" dei Dire Straits. Vengono infatti suonate, siamo nel 1977, ben sei canzoni che l'anno successivo andranno a comporre le meraviglie sonore del primo omonimo disco della band anglo-scozzese. Un disco grezzo, ma che non manca di evidenziare le caratteristiche di un suono che nella carriera della band risulterà essere un punto di forza di inestimabile valore...Indispensabili, almeno per me... di più
Con il settimo lavoro in studio i canadesi Voivod raggiungono la perfezione stilistica, attraverso un sound che è sempre improntato in una personale forma di Heavy-Thrash, molto più controllato rispetto ai dirompenti esordi, che assume connotati progressive, rendendo questo disco un capolavoro di tecnica e rabbia (calibrata). Tutto ha inizio con "Fix My Heart", che presenta tutte le caratteristiche dell'album, fino a raggiungere l'apoteosi nella spaziale "Jack Luminous"... Progressivi... di più