Tu stasera non esci (feat. Pino Insegno)
Be(n), non vedo ora di ascoltarla. Grassiassà! di più
The Rolling Stones -Beggars Banquet
Forse il disco migliore (in studio) degli Stones di più
Gatto Panceri
Pancho Gatteri..... di più
Soley
Tenue e oscura eleganza made in Iceland. di più
James Brown
… non ci riesco… di più
Tame Impala
Aveva iniziato bene...poi ha conosciuto i Daft Punk e ha mandato tutto in vacca. Ma vaffanculo! di più
steve hackett -bay of kings
Il suo primo disco per chitarra classica, tutta roba strumentale e acustica, ovviamente. Qui non c'è ancora l'orchestra, come sarà nei dischi classici degli anni '90 e '00, e gli unici accompagnamenti alla chitarra classica sono le comparsate del superbo flauto di John (che si prende la scena nelle bellissime "Kim" e "Second Chance") e i sintetizzatori di Magnus che sostituiscono le parti orchestrali, giusto in un paio di brani (soprattutto in "Calmaria"). Disco perfetto per i momenti di quiete, colmo di acquerelli bucolici, atmosfere avvolgenti, note come gocce di rugiada, qualche volta con dolcezza quasi onirica, altre volte con piglio più inquieto, brumoso. Nella ristampa, eccellenti aggiunte di altri tre brani, molto validi ("Time Lapse at Milton Keynes" è una delle migliori del disco, le altre due sono brani tradizionali). La perla resta "Horizons", porto sicuro qui riproposto, 11 anni dopo la prima volta, ma per forza, è presa da Giovanni Sebastiano Ruscello; per il resto, tutto a firma Steve. La Baia dei Re è già un bel disco, devo dire che è quello che mi piace meno degli acustici di Hackett, l'unico che forse non riesce ad avvolgermi nelle atmosfere per l'intera durata. Hackett si affinerà e successivamente tirerà fuori tre dischi classici strepitosi, tutti tra i miei preferiti della sua discografia: "Momentum" ('88) e, con l'orchestra, "A Midsummer Night's Dream" ('97) e "Metamorpheus" ('05). di più
Elbow -The Seldom Seen Kid
E i Coldplay? Ma che andassero a fanculo! di più
Weather to Fly
Poesia alla stato puro di più
Alex Garland -Ex Machina
Uno scienziato mona inventa una donna artificiale. Fa il test di Turin per sapere se il robot ha coscienza di sé. Evviva ce l'ha, ma è cosciente pure che questo Einstein non l'ha mai portata da Dolce e Gabbana. Quindi la macchina uccide lo scienziato e corre a New York da Versace. In fondo è una donna come le altre... di più
Yoshifumi Kondo -I Sospiri del Mio Cuore (Mimi wo sumaseba)
Sto cominciando a scrivere qualcosa su questo film.

Per ora posso solo dire che rimane una delle opere che significano molto per me a livello personale, questa storia di formazione dove una ragazzina riesce a maturare coltivando la sua passione, per dimostrare a se stessa in primis e poi alle persone che ha intorno che è capace di dimostrare le sue capacità mettendoci tutta se stessa. Ogni persona con un sogno in testa che per raggiungerlo ci sta mettendo l'anima e che rimane ancora molto insicur_ dovrebbe vederlo, non ce n'è da pentirsene di più
Iron Maiden
Mi e' simpatico Eddie: per me è gli Iron Maiden in persona. di più
Sunny Day Real Estate
Il miglior gruppo emo di sempre. Piacevolmente tecnici e con evidenti influenze grunge, proprio come ci si dovrebbe aspettare da una band formatasi a Seattle durante gli anni '90. di più
Pino Daniele -Mascalzone Latino
Ottimo album, con splendidi arrangiamenti di chitarra acustica (nella tradizione già iniziata con il precedente “Schizzechea” e con la bellissima colonna sonora de “Le vie del signore sono finite” di Troisi) ed un bel gruzzolo di perle: su tutte “Anna verrà”, tra i suoi capolavori di sempre, ma anche “Ammore scumbinato”, “Carte e cartuscielle” e “N’ata stagione” ad esempio. Non mi dispiacciono nemmeno i pezzi più “Dance”. di più
Rainbow -rising
A mani basse il miglior disco dei Rainbow e il miglior esempio di quell'Hard-Rock/Heavy dal tono epico e fantastico che tante mostruosità (no, non in senso buono) partorirà in seguito, ma che non riguardano questo "Rising" che è un ottimo disco di Hard-Rock incalzante e pompato (più degli standard Hard-Rock, intendo) e con la miglior formazione dei Rainbow, con l'intervento più consistente (in "Tarot Woman" e "Light in the Black" soprattutto) delle tastiere con Carey e con un grande Cozy Powell alla batteria. Ovviamente consolidato il duo di Mastro Blackmore, mastermind e dittatore assoluto, e Ronnie James Dio come frontman e voce(dellamadonna, per restare in tema). Qui ci sono 6 canzoni e sono tutte valide, il disco è compatto e non ha punti deboli (delle tre canzoni più corte la mia preferita è "Run With the Wolf") ma, ovviamente, ha un picco ben preciso: "Stargazer" è IL brano dei Rainbow, il loro manifesto programmatico e, oggettivamente forse, il loro punto più alto, trascinata da un'interpretazione sublime di R.J (anche qui, forse al top di tutta una carriera ? Può starci). Per me, magari, verso la fine è anche un po' TROPPO grandiosa e pompata, tant'è che, per fare lo stronzo, dico che la mia preferita dei Rainbow è "Tarot Woman", gran pezzo e un minimo più "misurato". Gran bel disco comunque. di più
Panic in Detroit
Ciao amici di Debaser! "PANIC IN DETROIT" mi suona come un omaggio/citazione di "1969" degli Stooges. O forse sono paranoico. Chissà. Leggevo su Wikipedia che è stata ispirata dall'amico Iggy Pop. di più
Mudhoney -March to Fuzz (disc 1)
Best of and Rarities, disc 1 & 2 di più
Elton John -Rock Of The Westies
"Rock of the Westies" esce solo pochi mesi dopo il Capitano Fantastico, nello stesso 1975, eppure sono cambiate molte cose: la band è rivoluzionata (della "Band" vera e propria restano Davey Johnstone e Ray Cooper, poi vari turnisti tra i quali vecchie conoscenze come Caleb Quaye) e il disco è il suo più roc(k)che in assoluto. Il periodo d'oro era finito un disco prima, con questo inizia una sorta di periodo "nel limbo" con tre album che sono si lontani dalla qualità della maggior parte dei lavori precedenti ma allo stesso modo restano diverse spanne sopra alla montagna di schifezze che Sir Occhialetti Kitsch propinerà con "ammirevole" regolarità da "Victim of Love" in poi. Questo è ancora un disco valido, quasi tutto elettrico e vivace (tranne "I Feel Like a Bullet") e paradossalmente canna soprattutto nel singolo pop "Island Girl" che a me dice veramente pochissimo. I restanti brani (se escludiamo quella ciofeca in duetto con Kiki Dee infilata come bonus track) sono tutti più o meno validi, alcuni ("Medley") ottimi, altri meno ma il livello generale è buono e il disco è colmo dei classici rock'n roll e piano-rock alla Elton John, presenti in tutti i suoi lavori, solo che qui ce ne sono di più, qualcuno poteva essere asciugato di un paio di minuti buoni ("Street Kids") ma altri ("Grow Some Funk on Your Own" "Dan Dare" e Billy Bones) sono rock eltonjohniani trascinanti e tutto sommato godibilissimi. Buon disco, tutto sommato. di più