Band fondata dal cantante e leader dei Rebel Rousers, Cliff Bennett, che per questa sua nuova band si circonda di alcuni giovani e talentuosi musicisti, che suonavano già insieme più o meno da un paio d'anni: Ken Hensley, Lee Kerslake e John Glascock, tutta gente che si farà valere nel corso della carriera. Questo esordio omonimo dalla strambissima copertina un po' surrealista un po' metafisica è il più classico album di Rock/Soul/R&B dell'epoca, con qualche punta di Blues e di Rock/Pop Psych-Acido ovviamente, la roba più tipica che si poteva suonare in quegli anni e, non essendo particolarmente imprescindibile nel songwriting (non stiamo parlando di un capolavoro, insomma), capisco perché non abbia sfondato; rimane tuttavia un bel disco, senza alcun dubbio, molto divertente e piacevole da ascoltare, ben suonato e con tutte belle canzoni all'interno. Bellissima la cover di "Bad Side of the Moon" di Elton John (incisa quasi in contemporanea con l'uscita del singolo originale) e interessante un pezzo come "Just Like All the Rest" dove domina un bel flauto traverso la quale presenza, in questo tipo di disco, mi pare parecchio debitrice a quei Jethro Tull che Glascock conoscerà molto più da vicino 7 anni dopo. Per il resto belle canzoni di appassionante Rock-Soul bianco, trascinate dalla bellissima voce di Bennett, uno dei punti di forza del disco. Risalta molto nel suono il basso di Glascock, cosa buona e giusta.
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