L'umanità finirà...Nessun problema, si mette tutto in un cubo, e si porta via. Fine della storia. di più
Eccellente scrittore, è anche un astrofisico. Ottimi, Rivelazione 1&2 e Redemption Ark. 📚x4.5. di più
altro che tre pallini questi signori dimostrano di saper spaccare il posteriore a tutte le nuove uscite attualmente pubblicizzate su questo mediocre sito di più
Nessuno si inchiappetta questo disco. E chi non lo fa ha i suoi buoni motivi di più
Ogni parola sarebbe superflua. Dico solo che l'intro di Caffè lontano è una delle cose più belle partorite da mente umana di più
La scintilla è scoccata. Aspetto che diventi un incendio di più
Con un nome e dei capelli così, non può che essere un magico armonicista. di più
Ok, una gran voce e una manciata di ottime canzoni; io però li ho sempre trovati sopravvalutati a dismisura. Negli anni '80 hanno sfornato dischi orrendi. di più
Prima di venir fulminato da una delle mitiche esibizioni dal vivo dei King Crimson (da Bobbo Frippo in particolare), nei mesi estivi del 1969 (Hyde Park), una delle passioni musicali del giovane Hackett, passione mai sopita, era quella per il Blues e il R&B, quello delle radici e di Chicago anche, ma con particolare dedizione per il Blues bianco British, fucina di straordinari chitarristi. E allora in un decennio in cui ha fatto un po' di tutto, perché non realizzare un disco in cui dilettarsi a suonare e comporre un po' di Blues ? E il risultato è assai piacevole secondo me. Ci sono alcune cover, i pezzi più radicalmente Blues (e che dire dell'energico uno-due iniziale "Born in Chicago"-"The Stumble", un inizio perfetto) come anche la title-track ad esempio, ma la maggior parte sono scritti da Hackett che nei brani più riusciti si concentra su una lettura più moderna del Blues e ci infonde anche tocchi di "hackettismo" qua e là rendendo il tutto molto personale (e che bei pezzi sono "Tombstone Roller" e "Big Dallas Sky", ed anche un pezzo più standard e divertente come "Footloose", gran tiro). Hackett si diletta personalmente anche all'armonica, e la suona piuttosto bene, mi pare. Certo non è un capolavoro del genere, alcuni brani pur gradevoli lasciano poco, non è uno dei più viscerali esempi di Blues bianco, ma la passione (e con lui non c'era da dubitarne) Hackett ce la mette eccome, e il disco risulta bello, vivo, convinto, non un annoiato esercizio di stile. di più
Nel panorama multicolore dell'indipendenza spesso vi si scorgono tratti cromatici e sonori che comunicano sobrietà e sregolatezza, gioia e malinconia, freddo e caldo; opposti che si uniscono in un unico flusso. Questo gruppo, "Il Grande Omi" credo non esista più, prodotto dal Consorzio Suonatori Indipendenti, a me piace molto Vi invito a scoprirlo...Credo che il disco risalga al 1997. A quel tempo la scena musicale italiana godeva di una certa vivacità; ormai dispersa nell'oceano di Internet che ci porta verso la distanza, distanza che ultimamente va di moda. Vi segnalo questo disco, non prodotto da noi (Qualcuno commenterà: "e si sente") con estremo piacere, vi invito all'ascolto. Ciao Signori, de buona de giornata a de tutti...de core il grande omi | il grande omi di più
Monicelli fa il verso a Luigi Magni e ci regala l'ultimo grande Albertone. Spalle eccezionali Riccardo Billi nel ruolo di Aronne Piperno e soprattutto Paolo Stoppa che rende eterna la figura di papa Pio VII. Il film chiude nostalgicamente la stagione della Commedia all'italiana. di più
Polistrumentistica simpatia di più
Documentario realizzato durante le prove in studio e le registrazioni del disco "Yield" dei Pearl Jam.
Un documentario non per tutti, su un disco non per tutti, di una band non per tutti.
Però, ragazzi... Jack Irons alla batteria, e ho detto tutto. di più
Ma davvero sto disco merita una recensione di @[Trentavoltemegl] ? Assolutamente#si di più
Disco caruccio, con qualche cacatella di cormorano ma anche con 2-3 pezzi più gradevoli, molto carini. Un duo sulla carta esplosivo ma che ha prodotto musica poco nelle mie corde, era il periodo (brevissimo, per fortuna) in cui anche Hackett si era fissato con l'AOR. A chi è più avvezzo a queste sonorità piacerà, per me un dischetto dignitoso, da ascoltare un paio di volte. di più
Un’energia difficilmente eguagliabile per dei gruppi che non sono gli AcDc di più
Accoppiata chitarristica entusiasmante 🎸x5 di più
e invece questo è il mio preferito del buon lucio. il più atipico, quello che "osa" di più, basta prendere in considerazione "la borsa valori". da prendere a piccole dosi (come anche il precedente e il successivo), ma da conoscere assolutamente... di più
un disco veramente orripilante, classico delirio da successo (come molti ultimi dischi di altri "colleghi" coetanei). il precedente "dalla pelle al cuore" si avvicinava ad essere un buon disco. di più
Il miglior Western di Leone e uno dei migliori della storia del Cinema di Frontiera.
Bronson e Fonda sono un pò stereotipati...ma la Cardinale e Cheyenne (Jason Robards) sono due personaggi strepitosi.
Per il resto ci pensa Sergio Leone che darebbe la paglia ancora a tanti, ma tanti... di più