Esperimento nel restituire le percussioni africane al mondo del jazz, molto prima che ciò andasse di moda di più
Il voto si riferisce quasi unicamente alla suite: prodromica del prog da venire è in egual misura leggera, melodica, raffinata e cattiva, rockeggiante e ostinata di più
I Death Grips, nel bene o nel male, hanno restituito al rap quella violenza e quella pericolosità che con il tempo era andata in parte perduta. Anche solo per questo sono lodevoli. Questo Money Store poi ha anche il plus di essere un album tremendamente catchy adattissimo per ascolti ripetuti (anche non ironici) di più
Non so che dire...m'aspettavo un grande album, ispirato da quella piccola perletta che è Lucetta fra le stelle...c'ha pensato subito Limiti ad affossare tutto, "quel tuo stupido cuore sempre in cerca d'amore", buone intenzioni per una canzone testualmente mediocre. Quello che segue è robetta, con la caruccia Il tamburino, l'orecchiabile Minù Minù, e il riempitivo Gangsters. Bei pezzi non mancano di certo, in fondo sempre di Ivan stiamo parlando, basterebbero solo Blouson noir e Io che c'entro per far rientrare sto album tra i classici; il problema è che tutto viene contestualizzato in quelli che sono gli anni 80, ingabbiando le canzoni nella fascia di ciò che andava di moda allora. Non un brutto album, solo più normale e già sentito. Tracce migliori: Blouson noir, Io che c'entro, Lucetta fra le stelle di più
Come buttare via una grande carriera... di più
Una manciata di album grandiosi ("Innervisions" su tutti per me). di più
Non ho parole...perfetto di più
Un gradino sotto rispetto allo straordinario "Elisir", ma alla fine non poi così tanto. "L'ultimo spettacolo" tra le sue 5 opere migliori, capolavoro assoluto. di più
Ah Rino Rino, qua davvero hai fatto tanto...hai fatto pure troppo...adesso dimmi chi riesce a scrivere una canzone come Cerco.... di più
L'inizio della svolta rock già si fa sentire, ma la qualità è ancora molto, molto alta. Forse l'ultimo disco perfetto in tutto dei Litfiba. di più
il più grande dopo de andré e a pari merito con dalla. forse sottovalutato di più
E' andata a casa con il negro la troia di più
Probabilmente la miglior registrazione live di sempre! di più
La peggiore di più
Inizia qui, e durerà per circa due decenni, l’era d’oro di Ivano. Ci sono molte idee azzeccate, ma si sente che ancora manca la magia del periodo 88-2000. Tra il 4 e il 4,5 di più
Più son sbilenchi e più mi stanno simpatici.
Pufuleti canta in tutte le lingue che conosce e se ne inventa anche un'altra, la sua. E' un nonsense continuo, non riesco a non ridere. di più
"I so' pazzo... e nu'mme scassate 'o cazzo". Grandissimo. Peccato solo per qualche scivolone degli ultimi 20 anni di carriera. Ma ci ha lasciato veramente tanto. di più
Allora, da dove cominciare? Il lato A coniuga quattro ballate messe bene, curate molto bene rinunciando alla ferocia (tranne un po' Ehi padre eterno) per una morbidezza più alla Venditti e che dopo un poco rischia di annoiare, ciò nonostante ne escono fuori bei pezzi come Pasqua e Ehi padre eterno. Il secondo lato ci riporta al nostro caro Ivan, anche se stavolta i testi non sempre c'entrano il colpo. Ciononostante rimane un album comunque buono, anche se ad un ascolto complessivo può risultare pesante. Pezzi migliori: Pasqua, Digos boogie, Ehi padre eterno di più
il più grande film di ogni tempo e ogni spazio. 5 è poco!!! capolavoro indiscutibile! di più
Il periodo d'oro di Ivan si chiude qua, dopo dischi eccezionali come Pigro e quella piccola perla spietata de I lupi. Ivan riesce a calare il potente tris Isabella sul treno-Dada-Siracusa, per poi buttare in piazza belle ballad come Firenze e Olanda e soprattutto quella scheggia di follia chiamata Tutto questo cosa c'entra con il R&R....ma il banco Ivan a questo giro non lo vince, sia per dei testi poco studiati (Radio Londra, anche se con un rock molto potente a muovere il tutto) che per certi arrangiamenti che non rapiscono (Angelina). Del voto preferisco non parlarne, dico solo che non è pienissimo di più