Attualmente il miglior regista in Italia, sebbene i pochi alti e bassi. di più
Secondo me invece questo è un bel disco. Forse gli arrangiamenti sono un po' troppo "esagerati" per così dire, ma i pezzi in sé sono davvero belli: su tutti "Bambini venite parvulos", "Cose" e "300.000.000 di topi". Rimanendo però nei "dintorni", preferisco il precedente. di più
Se si cerca il Principe di "Rimmel", "Bufalo Bill" ecc.. probabilmente si può rimanere un po' con l'amaro in bocca. Però, se si ascolta senza preconcetti, rimane un ottimo disco, contenente perle come "La storia" e "A pà". di più
Sicuramente un ottimo disco, leggermente superiore rispetto a "L'ombrello e la macchina da cucire". Del binomio Battiato-Sgalambro è uno dei migliori, tuttavia non ancora da 5 stelle, che spetteranno solo al successivo "Gommalacca". 4,5 di più
Io invece vado controcorrente e dico che ho sempre amato questo disco, pur reputandolo inferiore rispetto ai precedenti. Diciamo che è da qui che inizia un periodo un po' meno acuto, ma ancora di gran fattura, e durerà fino al disco successivo. Title-track, "L'altra parte del mondo" e "Camion" i pezzi più riusciti. 4 stelle giuste di più
Ok, Fornaciari ormai è una mummietta. Questo disco però è davvero tanta tanta roba, insieme al precedente il suo lavoro più riuscito. E poi c'è "Diamante" (co-scritta con De Gregori), probabilmente il suo capolavoro assoluto. di più
Davvero un bel disco, forse sottovalutato a causa dell'elevato successo commerciale del precedente. Però, a mio parere, ha ben poco da invidiargli: pezzi come "Radio Varsavia" o "L'esodo" meritano di stare tra i suoi apici in assoluto. di più
Fantastico fino a "È arrivato un bastimento" (83), valido fino a "OK Italia" (87), piuttosto mediocre dopo. Comunque nei 70 è stato un grandissimo, tra i più originali cantautori italiani: "Non farti cadere le braccia" e "Io che non sono l'imperatore" i suoi apici. Peccato solo per alcuni dischi abbastanza inutili negli ultimi 25/30 anni. di più
Più avvilente della peggiore band depressive black metal di più
Che Arnaldo Antunes sia un pezzo della storia musicale del Brasile non ci sono dubbi. Prima con i Titas, poi con i Tribalistas e con 18 album pubblicati alle spalle e collaborazioni con l'universo musicale brasiliano, da Marisa Monte a Carlinhos Brown, a João Donato a Arto Lindsay, cavalca la musica brasiliana dal 1979. Padre storico del rock in Brasile, dall'alto dei suoi 58 anni ha attraversato tutti i generi musicali con la sua voce particolarissima. Inoltre Antunes non è solo un musicista, ma è anche un poeta e un artista visuale, in grado, con la sua poliedricità, di regalarci ogni volta un disco diverso. Con questo disco, censurato dai mezzi di comunicazione di stato, torna alla forma canzone nel suo senso più semplice. Niente batteria e percussioni, solo chitarra, piano e una serie di melodie dolcissime, alcune intime altre proiettate sul reale, tutte di solito molto brevi. E' un disco minimalista che vede negli affetti familiari una via di fuga da un Brasile deludente, senza rispetto per ambiente e minoranze, corrotto e rovinato dall'adorazione per il denaro che Antues osserva con il suo sguardo disincantato. O Real Resiste mette in luce il grande spessore artistico e poetico di Arnaldo Antunes che si dimostra ancora una volta capace di volare alto. di più
Qui Ivano è nel suo miglior periodo: sforna un capolavoro dopo l'altro, e ovviamente anche questo non fa eccezione. Disco perfetto in tutto e per tutto: liriche, arrangiamenti e musiche di altissimo livello. Semplicemente meraviglioso. "Passalento" e "Lunario di settembre", porca miseria.. di più
E invece per me questo è il miglior disco in assoluto del Principe, leggermente sopra il successivo; così poetico, così minimale, così malinconico. Assurdo il fatto che lo stesso autore oggi lo ripudi come se nulla fosse. "Bene" è probabilmente il suo massimo capolavoro, non commuoversi è impossibile. "E puoi chiamarmi ancora amore mio.." di più
Un genio. di più
Anche per me, l'ultimo disco ascoltabile di Dalla. Riesce inoltre ad essere leggermente superiore rispetto al precedente "Cambio", un po' più ispirato, e ne guadagna sopratutto per la mancanza del brano paraculo da classifica (le varie "Attenti al lupo", "Canzone", "Ciao" e via dicendo). 3,5 di più
Eros Lamazza di più
Tra i dischi migliori e più ispirati di Baglioni; appena sotto il precedente "Oltre", appena sopra "La vita è adesso" e al pari di "Strada facendo". Inoltre, è anche l'ultimo disco ascoltabile: successivamente solo mestiere, pure in calando tra l'altro. 4 stelle giuste di più
Tutti i dischi a partire da metà anni ottanta bastano per le 5 stelle. di più
Mai sopportato, lui, le sue canzoni e il suo personaggio, ma 1 mi sembra troppo poco, ogni tanto qualche cosetta accettabile è riuscita a tirarla fuori! di più
Ancora non siamo arrivati al miglior Fossati, ma stiamo comunque parlando di un gran bel disco. Inoltre è presente quello che è probabilmente tra i suoi 3/4 massimi capolavori, ovvero "Una notte in Italia". Insieme a "Dieci soldati", "Il passaggio dei partigiani" e "La casa" la migliore del lotto. Grande Ivano, dal successivo saranno tutti 5.. di più
Una collaborazione strepitosa di più