Le zeppole di più
Per due decadi non hanno fatto altro che inseguire le mode del momento. Prima l'hard rock e il glam rock, con qualche sfumatura di rock progressivo, poi l'orribile svolta verso la musica disco e affini per terminare con Innuendo, forse uno dei loro lavori più sinceri e anche maggiormente riusciti. Se non altro sono abbastanza riconoscibili e possono vantare una manciata di belle canzoni. di più
Il secondo disco solista di Peter Bardens, ultimo album in proprio del pre-Camel, è un disco valido tanto quanto il precedente "The Answer", non un capolavoro ma un disco di qualità che ben alterna ballate/pezzi più leggeri con più movimentate tirate rock-blues nelle quali Bardens si scatena alle sue tastiere (Hammond in primis) mostrandoci tutto il suo talento oltre a un gusto per il ritmo e il groove non da poco. Parliamo d'altronde di un musicista già avviato verso la maturità artistica, che si era fatto le ossa alla grande negli anni '60 con i Them e in diversi altri progetti successivi di minor fortuna. Brani come "Write my Name in the Dust" "My House" o "Tear Down the Wall" valgono il prezzo di questo bel disco (che infatti cercherò di procurarmi in ciddì). Quello che venne dopo questo album vabè... è storia. di più
E benvenuti a sti frocioni, belli grossi e capoccioni.. di più
Sublimi. di più
Un fotomodello mancato con la voce da prete ubriacone, una brutta copia di john lennon che suona l'organetto e altri due tizi che stando alle fonti dovrebbero suonare la chitarra e la batteria. Certo, con quella voce e quell'organetto, di tanto in tanto, ascoltandoli, sembra di essere a messa. Ma è anche vero che per la loro epoca furono musicisti sopraffini. di più
Tra gli artisti più sopravvalutati di tutti i tempi. Primi dieci anni discreti poi il nulla più totale per cinquant'anni. Ancora mi chiedo come si possa osannare una canzone come satisfaction la quale ha, probabilmente, il riff più banale della storia. di più
KISSchifo! di più
Voglio trovare un senso a questa vita, anche se questa vita, un senso non ce l'ha.. di più
Potenzialità non sempre sfruttate a dovere di più
ARRAUNDUOR
ARRAUNUOOOOOOOOOR (ripetere per altre 48194028482929729203929194928257284 92948292948399284848193057482959392 7492019 volte). di più
Who? Stocazzo di più
Questo lavoro del 1989 segnò il suo ritorno sulle scene dopo il periodo di (forzato) ritiro-esilio, trainato da "Almeno tu nell'universo" decisamente non tra le mie preferite di Mimì. Il disco è assolutamente piacevole e di buona qualità ma indubbiamente inferiore ai fasti degli anni '70 e anche al successivo "La mia razza". Alcune delle canzoni migliori gliele scrive Enzo Gragnaniello ("Donna" e "Strade che non si inventeranno mai da sole" dove troviamo uno splendido solo di chitarra dello stesso Gragnaniello), secondo me il suo miglior autore del periodo '89-'94. Altri bei brani sono "Amori" "Notturno" e il ripescaggio di "Agapimù" canzone del 1974 (già su "E' proprio come vivere") che qui diventa nettamente la mia favorita del disco in questione, bellissima. Un lavoro dignitoso e piacevole nel complesso, con qualche perla sparsa qua e la. di più
Un signore distinto ben vestito, una band all'altezza, la sua miglior voce possibile, una scaletta da invidia, tanto carisma.....un live enorme! di più
Mahh... di più
David bowie cambia pelle a ogni disco negli anni 90. Il nuovo millennio si apre con questo ritorno.... al futuro. Bello Bello! di più
Se cerchi la parola Rock su un dizionario trovi la copertina di Who's Next, una foto di Pete Townshend e il testo di My Generation. di più
Se pensate in vita vostra di avere ascoltato qualcosa di dolce, struggente, emozionale e non avete ascoltato questo disco, rimediate subito...."O" ti accarezza, ti coccola, ti massaggia empaticamente l'animo. E dopo l'ascolto ti senti da Dio! di più
La trisnonna di tutti i Punkabbestia! di più
"I Deserti" sono blues, sono evocativi, sono berberi e danno una definizione alla World Music di più