- Siamo a Batum, sul Mar Nero, nei primi anni di Stalin. Adil bey è il nuovo console turco.
Comincia a guardarsi intorno.
Entra nel suo ufficio, «sporco di quella sporcizia lugubre che si ritrova nelle caserme e in certi uffici pubblici».
Dà un’occhiata fuori e vede due persone affacciate alla finestra di fronte.
- Spia le spie, e intanto anche il suo corpo sembra intaccato, una cupa rabbia si unisce alla paura.
E l’angoscia si espande, nulla può arrestarla.
Su questa scena si consuma una storia di amore, inganno e morte.
(cit. Adelphi)
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