Quarant'anni di carriera invidiabilissimi ed eccellenti, costellati da una bella manciata di capolavori che tanto adornano il canzoniere d'autore italiano. Uno vero, il cantastorie del "vivere umano". di più
Un delicato e potente concentrato di emozioni, dall'irresistibile blues di "campo minato" alla dolcezza di "Un amore" alla vena rivoluzionaria di "Fango" alla rabbia ploretaria di "Davanti al nastro che corre". Un disco che arriva dritto al cuore. Come nella migliore tradizione della musica d'autore. di più
Il più grande compositore musicale vivente e non ora ci delizia con "O Generosa" l'inno della seria A. Prostratevi dinnnazi il secondo Mozart. di più
"Io sdraiato sull'erba verde fantastico piano sul mio passato,
ma l'età all'improvviso disperde quel che credevo e non sono stato;
come senti tutto va liscio in questo mondo senza patemi,
in questa vista presa di striscio, di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco, dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti..." di più
Frampton Comes Alive! La copertina è sbagliata, di più
La piu' bella voce della sua e della mia generazione di più
Album di ottima fattura, piuttosto sottovalutato. "Canzone per Silvia", "Farewell" e "Samantha" i veri apici. 7,5. di più
La storia della Mute Records inizia nel '79 con una sfilza di bislacche cover '50-'60 trattate al Casiotone, troppo belle per sceglierne una, e quei pochi brani nuovi che Daniel Miller fece sentire ai Baby-Depeche per insegnar loro come fare. A toy-record for toy-boys. di più
Che ci si può aspettare, da uno a gambe larghe sopra una navicella? Il disco comincia dalla copertina. E finisce (cioè, prosegue..) dove ha iniziato gente come i RHCP, che a Mr.George Clinton in acido fu ben lieta di pagare enorme tributo. di più
Beatles? PFFF! Sciocchi. Il miglior gruppo pop di sempre sono i Bats. di più
Cantautore colto e raffinato, polistrumentista versatile, bravissimo arrangiatore aperto alle influenze musicali più disparate, oltre che autore di molti successi di tanti/e grandi interpreti italiani/e. Senza dubbio uno degli artisti più completi della musica italiana, che è tutta musica leggera ma come vedi la dobbiamo cantare. di più
"Uno spettro di corrente elettrica urla nelle ossa del suo viso..." Capolavoro assoluto e imprescindibile: 14 brani uno più stupendo dell'altro, arrangiamenti da applausi, una vena poetica e visionaria assolutamente insuperata per un ascolto veramente da brividi. Il vertice del disco? Se la giocano la splendida "Visions of Johanna", il classicone "Just Like a Woman" e la maestosa "Sad-Eyed Lady of the Lowlands". di più
"Ma a scanso di fraintesi,
non faccio il polemista per mestiere:
cerco solo di capire,
di capire come fa la gente a vivere contenta
senza la forza vitale di una spinta,
di capire come fa la gente
che vive
senza correr dietro a niente.
È vero, sono un po’ anarcoide e pieno di livore,
ma in questo mondo troppo sazio
di analisi brillanti e di torpore
ci sarà pure un po’ di spazio
per chi si vuole sputtanare..." di più
sarò banale e forse eccessivo, ma amo troppo questa band, che reputo tra le migliori di sempre, e non solo nel Metal! di più
un'esperienza da vivere per ognuno di noi! di più
No mi dispiace, la vecchia storia del "Se non ti piace è perché non lo capisci" non regge. Io per esempio credo di non capirlo affatto ma questo è proprio il motivo per cui la sua musica mi piace da matti. Geniale, anticonvenzionale, totalmente fuori di testa. In due parole: "Absolutely Free". In quattro parole: "Tengo na minchia tanta". di più
band storica del Death americano, dediti alla causa con coerenza e grande passione. Il loro stile è riconoscibilissimo e non è molto mutato negli anni, io li ho sempre inquadrati in un mix tra Slayer, Sadus e Morbid Angel. di più
"Fulmine, torpedine miccia,
scintillante bellezza, fosforo e fantasia,
molecole d'acciaio, pistone, rabbia,
guerra lampo e poesia." di più
"Idiot wind, blowing through the buttons of our coats
Blowing through the letters that we wrote
Idiot wind, blowing through the dust upon our shelves
We’re idiots, babe
It’s a wonder we can even feed ourselves" di più
grande band, un pò in secondo piano rispetto ai mostri sacri del genere, ma comunque negli anni novanta si sono meritati l'appellativo di Dream Theater del Death Metal, non male direi... di più