Uno dei dischi più belli ed originali del progressive italiano tutto, raffinato e peculiare nel suo "essere audace". Una caotica, rumorosa, oscura orgia di tastiere cacofoniche, moog, mellotron e diavolerie varie con a capo quel piccolo genietto (giovanissimo qui tra l'altro) di Gianni Leone, esplicitamente adepto di Keith Emerson. Grandissimo album.
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